martedì 11 febbraio 2014

Inan: il problema del nucleare

Iran
Iran 134
Lo scorso fine settimana i negoziatori del gruppo 5+1 e le controparti iraniane hanno concordato l’avvio della fase operativa dell’accordo sul nucleare raggiunto a Ginevra lo scorso 23 novembre. La data dalla quale avrà inizio l’implementazione delle misure concordate è stata fissata al 20 gennaio 2014. Da quel giorno decorreranno i primi sei mesi di sospensione di alcune attività dell’industria nucleare iraniana. In particolare, si tratterà di interrompere l’arricchimento dell’uranio oltre il 5% e di riconvertire quello già arricchito al 20% in materiale non utilizzabile a scopi militari, come, ad esempio, in barre combustibili. Per contro, i Paesi occidentali si sono impegnati a sbloccare un importante ammontare di capitali iraniani congelati in varie banche europee e americane.
In vista dell’inizio del percorso di attuazione degli accordi, l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (IAEA) sta valutando la poss! ibilità di rafforzare la propria presenza sul territorio iraniano aprendo un ufficio permanente a Teheran, al fine di eseguire un più efficace controllo sulle attività nei vari siti sotto osservazione.
L’intesa tra le parti sta dunque muovendo i primi passi, soprattutto grazie al disgelo tra Washington e Teheran seguito all’arrivo di Hassan Rohuani alla Presidenza iraniana. Ma il percorso verso il raggiungimento di una soluzione definitiva alla questione nucleare iraniana resta accidentato. Sia in Iran che in Occidente, gli ambienti più conservatori continuano a guardare ai negoziati con sospetto: da un lato e dall’altro, permane una forte diffidenza circa le reali e sincere intenzioni della controparte. In ogni caso, i progressi registrati negli ultimi tempi restano il miglior modo per permettere ad entrambe le Presidenze di dimostrare anche alle fazioni interne più scettiche la percorribilità della via negoziale.

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