giovedì 31 agosto 2023

Carmine TRignani.. Cronologia del Conflitto Arabo- Israelinai dal 1867 al 1949





 Cronologia del conflitto Israelo-Palestinese alla fine di dicembre 1949 1869


 Inaugurato il canale di Suez. Da questo punto in poi il Vicino e il Medio Oriente assumono una straordinaria importanza strategica per tutti i paesi europei interessati ai commerci con l'Oriente, Gran Bretagna e Francia sopra tutti. 1896 T. Herzl scrive "Lo Stato Ebraico", base politica del sionismo. 1897 Agosto: si riunisce a Basilea il primo congresso Sionista. 1915-1916 Gli inglesi appoggiano l'idea di uno Stato arabo in cambio della ribellione all'Impero Turco. 1916 Con l'Accordo segreto Sykes-Picot Francia e Gran Bretagna si spartiscono il Medio Oriente. 1917 Novembre: Lord Balfour, a nome di Sua Maestà Britannica, invia a Lord Rothschild, per la federazione sionista, una lettera in cui si dichiara che la Gran Bretagna "vede con favore lo stabilirsi in Palestina di un focolare nazionale per il popolo ebraico..." 1917-1918 Le truppe inglesi conquistano la Palestina. 1918-1920 Esodo delle comunità ebraiche russe a seguito di violenze e devastazioni dovute alla guerra civile che segue la rivoluzione russa. Come già in occasione dei pogrom del 1881 e del 1904, solo una piccola parte emigra in Palestina. 1920 Alla Conferenza di Sanremo l'ex Impero Ottomano viene spartito tra le potenze vincitrici del primo conflitto mondiale. La Palestina è assegnata alla Gran Bretagna, che nomina subito un’amministrazione civile e inizia a favorire l'emigrazione ebraica. 1920 Nasce l'Haganah, un'organizzazione paramilitare ebraico-sionista incaricata di contrastare i nemici del Sionismo, anche ricorrendo ad atti intimidatori nei confronti delle popolazioni autoctone. 23 Pappè I., Storia della Palestina moderna, Torino, casa Editrice Einaudi, 2005, pag.130 17 1922 La Società delle Nazioni ratifica il mandato britannico sulla Palestina. 1929 Viene costituita l'Agenzia Ebraica al fine di favorire l'emigrazione e la formazione di colonie ebraiche in Palestina. Dal 1880 al 1929 gli ebrei emigrati in Palestina sono 120.000 su circa 4 milioni di ebrei emigrati dall'Europa centro-orientale. 1931 Nasce l'Irgun, organizzazione sionista terrorista. 1936-1939 Sciopero generale della popolazione palestinese, che protesta contro il regime mandatario britannico per la crescente emigrazione ebraica. Lo sciopero si trasforma nell'estate del '36 in aperta ribellione armata. Al termine della rivolta nel '39 le vittime palestinesi saranno 15.000. 1937 La commissione britannica presieduta da lord Peel propone una spartizione tra ebrei e arabi della Palestina. La proposta è respinta dai sionisti. Al momento gli ebrei sono il 28% della popolazione totale. La banda armata ebraica Irgun, fondata da filo fascista Jabotinskij, attacca sistematicamente la popolazione palestinese. 1940 In disaccordo con la tregua stipulata tra l'Irgun e le autorità britanniche, viene fondato il Lehi da Avraham Stern, detta banda Stern, che si specializzerà in attacchi terroristici contro le forze inglesi e contro i palestinesi 1939-1945 Inizia lo sterminio sistematico degli ebrei ad opera dei nazisti. L'Agenzia Ebraica organizza l'immigrazione clandestina in Palestina respingendo le limitazioni imposte dal "Libro Bianco" britannico del '39. 1944 Il gruppo paramilitare sionista Stern uccide al Cairo il Ministro britannico per il Medio Oriente. Riprendono gli attentati contro gli arabi e in alcuni casi contro le forze britanniche. 1945 Si costituisce la Lega Araba ad opera di Egitto, Siria, Arabia Saudita, Yemen, Giordania, Iraq, Libano. Successivamente aderiranno Libia, Sudan, Tunisia, Marocco, Kuwait, Algeria, Somalia e altri stati africani. L'OLP ottiene un seggio. 1946 Un attentato del gruppo sionista Irgun demolisce quasi completamente l'Hotel King David che ospita i servizi principali dell'amministrazione civile della Palestina; rimangono uccise 91 persone in prevalenza inglesi ed arabi, ma anche 15 ebrei. 1946 L'ONU predispone un piano di divisione della Palestina in due Stati: uno arabo (con il 45% del territorio, popolazione ebraica quasi nulla) e l'altro ebraico (55% del territorio, ma con ebrei in maggioranza solo nella regione di Tel Aviv – Gerusalemme e minoranza altrove), mantenendo Gerusalemme come territorio neutrale sotto l'egida dell'ONU 18 1947 Febbraio: La Gran Bretagna annuncia la rinuncia al suo mandato sulla Palestina e porta la questione davanti alle Nazioni Unite. 29 novembre: l'Assemblea Generale dell'O.N.U. adotta, con una maggioranza dei due terzi, la risoluzione 181 per la divisione della Palestina in due stati e una zona internazionale per Gerusalemme. I gruppi sionisti intensificano gli attacchi contro i villaggi arabi che mirano alla distruzione delle case così da impedire il ritorno della popolazione araba. 1947 – 1948 Primi scontri sul confine tra nazioni della Lega Araba e coloni ebraici e inizio della “pulizia etnica”, nei confronti dei residenti arabi nel territorio assegnato agli ebrei, da parte dei gruppi armati ebraici. La “pulizia etnica” causerà più di 100.000 profughi e alcune centinaia di morti e porterà i coloni ad essere maggioranza nella maggior parte del territorio loro assegnato. 1948 Febbraio: l'O.N.U. valuta 869 i morti nei combattimenti tra arabi e gruppi paramilitari ebraici. Si forma l'esercito volontario arabo di Fawzi Al-Kawakji. 9-10 Aprile: truppe paramilitari ebraiche dell'Irgun compiono il massacro del villaggio arabo di Deir Yassin; la C.R.I. conta 254 cadaveri. Gli attacchi terroristici degli ebrei provocano un'impennata nel numero dei profughi arabi che passano da 60 mila a 350 mila in un solo mese. 4 Maggio: fine del mandato britannico. 15 maggio: proclamazione dello Stato di Israele. Gli Stati Uniti riconoscono de facto il nuovo stato, il 17 Israele viene riconosciuto de jure dall'Urss. 15 Maggio:le forze armate egiziane, irachene, siriane, libanesi e transgiordane entrano in Palestina. 15 Maggio - 7 gennaio 1949: Prima guerra arabo – israeliana. 1948-1949 Guerra di Palestina: le forze arabe, mal dirette e corrotte, vengono ripetutamente battute e le successive tregue sono regolarmente violate dalle forze ebraiche, che il 31 maggio danno vita alle Forze di Difesa d'Israele (Tsahal). A luglio Israele occupa Lydda, Ramleh, Nazareth, a ottobre occupa il deserto del Negev e la Galilea. Intanto il 17 di settembre il mediatore delle Nazioni Unite, il conte Bernadotte, che si era ripetutamente espresso per il rientro dei profughi palestinesi, viene ucciso dai terroristi israeliani della banda Stern. Tra gennaio ed aprile del '49 si firmano gli accordi di Rodi tra lo Stato di Israele e la maggioranza degli Stati Arabi. 11 Maggio: l'O.N.U. riconosce lo Stato di Israele, il suo riconoscimento era stato negato a novembre del '48. Mette in atto tutta una serie di norme per impedire il rientro degli 879 mila profughi palestinesi e per appropriarsi delle loro proprietà. 10 Dicembre: l'O.N.U. decide l'internazionalizzazione di Gerusalemme, mentre Israele sposta la sua capitale da Tel Aviv a Gerusalemme. 10 Dicembre: l'O.N.U. adotta la risoluzione 194 che prevede il diritto al rientro dei profughi palestinesi. ˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜˜ In conclusione entrambe le narrazioni trovano un riflesso critico e di verità, in questo capitolo, e ciascuna è autentica, benché respinta dalla parte avversa come pura propaganda o menzogna. “Si può comprendere il conflitto tra questi due popoli solamente se prestiamo attenzione a come essi vedono loro stessi e la loro storia, e a come si vedono a vicenda […]. Gli israeliani descrivono nella loro narrazione la ricerca di libertà e autodeterminazione dopo secoli di persecuzioni antisemite, raccogliendo gli esuli che ritornano a Sion dalla diaspora per costruire 19 uno Stato ebraico sovrano e indipendente nella loro patria ancestrale […]. I palestinesi, a loro volta, si descrivono come gli abitanti autoctoni della regione, vissuti pacificamente per secoli come maggioranza musulmana accanto alle minoranze cristiane ed ebraiche. La loro è una storia di resistenza all’intruso straniero, iniziata a partire dal periodo ottomano e proseguita dopo il 1917 sotto il perfido impero britannico, che tradì la causa dell’indipendenza araba e pose al primo posto i propri interessi”24 .

giovedì 10 agosto 2023

Loris Sabato. La ideologia Kharigita


 

Ideologia kharigita

 

La decisione dei kharigiti di separarsi dal resto dalla maggior parte dell’esercito del califfo ʿAlī ibn ʾAbī Ṭālib, come abbiamo visto, deriva da una riflessione teologica molto importante e, per quanto ne sappiamo, risulta essere la prima riflessione teologica fondamentale all’interno della religione islamica. È necessario comprendere che in quel periodo la religione islamica era una religione “nuova”, Maometto, profeta e fondatore della religione islamica, è morto nel 632 D.C., inoltre, è doveroso osservare che buona parte del merito dell’espansione di questa religione è merito del terzo califfo, ʿUthmān b. ʿAffān, il quale ha fatto trascrivere il Corano e ha così permesso che le nozioni della religione islamica fossero trasportabili ed uguali per tutti i mussulmani. Come ultima osservazione per comprendere a pieno le motivazioni che sono alla base dell’ideologia kharigista è che il quarto califfo, ʿAlī ibn ʾAbī Ṭālib, fu designato come califfo in virtù del rapporto di parentela con il profeta, egli infatti era cugino e genero di Maometto.

Come osservato in precedenza, la decisione dei kharigiti di separarsi nasce dal rifiuto del califfo di proseguire l’azione militare contro il suo avversario Muʿāwiya b. Abī Sufyān, è dunque una decisione fondamentale e quasi definibile spontanea, poiché successivamente all’abbandono del campo militare i kharigiti si sono dovuti accampare nella città di Harūra per organizzarsi e decidere come comportarsi. Le discussioni effettuate ad Harūra si basano su diverse tematiche:

·         la “definizione” del mussulmano;

·         la “definizione” dell’apostata;

·         con quale fazione schierarsi.

I kharigiti trovarono una soluzione a tutte le tematiche sopra riportate. Per quanto riguarda il primo punto il mussulmano è semplicemente il credente che rispetti le regole di Dio, regole molto severe e ferree che porteranno, come vedremo meglio successivamente, il kharigitismo a rimanere un “movimento” molto minoritario e marginale. Il secondo punto fu risolto anch’esso, immaginiamo, abbastanza facilmente: l’apostata è colui che non rispetta le regole di Dio e in quanto murtadd (letteralmente apostata) può essere ucciso impunemente da chiunque (per fare un paragone possiamo immaginare alla persecuzione dei nemici dello Stato nell’Antica Roma). Il punto più complicato da risolvere fu quello di decidere da che “parte” schierarsi. I kharigiti erano, infatti, convinti che non rispettare un ordine diretto del califfo in carica era un grave errore e che fosse sufficiente per essere definito apostata, quindi, secondo l’ideologia kharigita, Muʿāwiya b. Abī Sufyān poteva essere ucciso impunemente in quanto “cattivo” mussulmano. I kharigiti, però, erano altrettanto convinti che il califfo dovesse essere designato in base alle proprie capacità di buon mussulmano e non in base alle sue parentele. Inoltre, è doveroso osservare che ʿAlī ibn ʾAbī Ṭālib si trovava in guerra poi che accusato di essere il mandante dell’assassinio del terzo califfo e che i kharigiti hanno abbandonato il l’accampamento militare poiché il quarto califfo ha deciso di non lasciare a Dio la decisione su chi dovesse avere la meglio tra se stesso e il governatore di Siria. Tutto ciò porto i kharigiti a ritenere che anche il califfo fosse un murtadd e che non potevano schierarsi al fianco di un apostata.

I kharigiti, quindi, abbandonarono Harūra avendo maturato l’ideologia secondo cui è necessario rispettare categoricamente le regole scritte nel Corano (il che porto i kharigiti ad una vita dedicata al puritanesimo morale, rifiutando sostanze alcoliche, la musica e tutti lussi e gli agi di una vita lussuosa)[1] ed è altrettanto compito dei buoni mussulmani eliminare i murtadd, nel caso specifico del califfo ʿAlī ibn ʾAbī Ṭālib (che, inoltre, viene identificato come primo imam sciita) e del governatore di Siria Muʿāwiya b. Abī Sufyān (appartenente al clan che verrà successivamente indicato come sunnita). Ciò significa che a venticinque anni dalla morte del profeta Maometto la religione islamica si è tripartita nelle due divisioni più famose: sciiti e sunniti e nell’ultima fazione ben meno conosciuta i kharigiti.[2]

 

 



[1] H. Mohamed Belhatti, Marocco: storia, economia e risorse, società e tradizioni, arte e cultura e religione, edizioni Pendragon, 2000, Bologna.

[2] R. Roni, Mantua Humanistic Studies, Volume VII, UNIVERSITAS STUDIORUM, 2020, Mantova.