www.coltrinariatlantemedioriente.blogspot.com
Blog di sviluppo per l'approfondimento della Geografia Politica ed Economica attraverso immagini, cartine, grafici e note.Atlante Geografico Statistico Capacità dello Stato.Parametrazione a 100 riferito al Medio Oriente. Spazio esterno del CESVAM - Istituto del Nastro Azzurro. (info:centrostudicesvam@istitutonastroazzurro.org)
lunedì 20 aprile 2026
giovedì 9 aprile 2026
INFOCESVAM N. 1 DEL 2026 Gennaio Febbraio 2026 1 Marzo 2026
INFOCESVAM
BOLLETTINO
NOTIZIE DEL CENTRO STUDI SUL VALORE MILITARE
centrostudicesvam@istitutonastroazzurro.org
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ANNO XIII, 73/74/, N. 1, Gennaio -
Febbraio 2026, 1 Marzo 2026
XIII/1/1101- La decodificazione di questi numeri è la
seguente: XIII anno di edizione, 1 il Bimestre di edizione di INFOCESVAM, 1101
il numero della comunicazione dal numero 1 ad oggi. Il presente Bollettino
svolge anche la funzione di informazione “erga omnes” dello stato, sviluppo e
realizzazione dei Progetti dell’Istituto del Nastro Azzurro, in funzione del
supporto scientifico alla offerta formativa dei Master. Inoltre dal gennaio
2023 ha assunto anche la funzione di aggiornamento delle attività di
implementazione dell’Archivio Digitale Albo d’Oro Nazionale Dei Decorati al
Valor Militare Italiani e Stranieri dal 1793 ad oggi, con la pubblicazione di
un ANNESSO. L’ultima indicazione aggiorna o annulla la precedente riguardante
lo stesso argomento
XIII/1/1102 – Il 23
febbraio u.s. si è tenuta la sessione invernale per i Master di Storia Militare
Contemporanea, Politica Militare Comparata, Terrorismo ed Anti Terrorismo Internazionale.
Anno Accademico 2024/2025. Si sono brillantemente laureati 21 Frequentatori.
XIII/1/1103 – Progetto 2026/1.
Gli Ordinamenti dell’Esercito Italiano nel Secondo dopoguerra 1946 -1977 – 165°
Anniversario dell’Esercito Italiano. Giovanni Riccardo Baldelli. Predisposto
manoscritto 1 per Volume I, II, III, IV, V. Tutti i volumi editi di questo
progetto, come degli altri progetti, sono finalizzati alla offerta formativa
dei Master come incremento delle “Letture Consigliate” e “Materiali per Tesi”.
XIII/1/1104- Utilizzo dei
Social per la Comunicazione. Attivata dal 2025 una CHAT intitolata PROGETTI
NASTRO AZZURRO. Finalità: aggiornamento a cadenza quasi giornaliera sullo stato
avanzamento Progetti. Possibilità di interloquire. Iscritti alla data odierna
18 Destinatari, inclusi tutti i partecipati alla realizzazione dei progetti.
XIII/1/1105 - Progetto 2024/1 – I Martiri di Fiesole del 12
agosto 1944. La Resistenza, gli Eccidi in Toscana e la Memoria. (80°
anniversario 1944 – 2024). Massimo Coltrinari. Manuel Vignola. . Predisposto il
Manoscritto 4. Per il Volume I.
XIII/1/1106 - Progetto
2026/2. Partecipazione e testimonianze nelle Missioni di Pace Valore Militare e
contributo alla memoria Giornata del ricordo dei Caduti militari e civili nelle
missioni internazionali per la Pace. Massimo Coltrinari Luigi Marsibilio Paola
Bosio. Continua la raccolta delle testimonianze. Le testimonianze raccolte sono
pubblicate sulle filiere del CESVAM.
XIII/1/1107 – Progetto 2025/1.
La Fabbrica. Predisposta la Bozza 1 del Volumi I e del Volume II,. Inserimento
della Iconografia. Predisposizione delle Copertine. E’ prevista la edizione a
stampa per il mese di Marzo 2025
XIII/1/1108 – Progetto 2026/7.
I Padri fondatori dell’Esercito Italiano. Il Valore Militare nel Risorgimento.
165° Anniversario della Costituzione dell’Esercito. Manuel Vignola. Predisposto
schema per la edizione CESVAM PAPERS
XIII/1/1109 - Utilizzo
dei Social per la Comunicazione. Attivata dal 2025 una CHAT intitolata “ALUMNI
MASTER CUSANO”. Finalità: aggiornamento a cadenza quasi giornaliera su le
materie attinenti i Master. Possibilità di interloquire. Iscritti alla data
odierna 80 Destinatari. Questa CHAT si affianca ai Blog sia storici che
geografici attivati per l’aggiornamento e l’approfondimento delle materie del
Master.
XIII/1/1110 – Progetto 2026/3.
Il Ruolo delle Nazioni Unite nel mantenimento della Pace. Dalla teoria alla
pratica. L’Esperienza UNMIK (United Nation Interim Administration Mission in
Kosovo. Antonio Vittiglio. Predisposto schema per edizione CESVAM PAPERS.
XIII/1/1111 - Progetto
2024/1 – I Martiri di Fiesole del 12 agosto 1944. La Resistenza, gli Eccidi in
Toscana e la Memoria. (80° anniversario 1944 – 2024). Massimo Coltrinari. Stefano
Mangiavacchi. . Predisposto il Manoscritto 3. Per il Volume II. Elenco delle
Vittime con 1; da 2 a 9 ); da 10 a 49; da 50 a 99; oltre le 100 vittime. Individuazione
di luogo e data.
XIII/1/1112- Progetto
2026/8. Tecnologia Aeronautica. La Formula Trimotore . Storia della Aeronautica
Italiana. I Bombardieri strategici. Antonio Daniele. Predisposto lo schema per
CESVAM PAOERS
XIII/1/1113- Progetto
2024/ Monte Marrone. Il Significato strategico presso gli Alleati. Massimo
Coltrinari. Consegnato alla Casa Editrice manoscritto 5 per la predisposizione
della 1a Bozza
XIII/1/1114 – Progetto 2026/5
– Cimitero Militare dell’Asinara. Storia e Memoria 1916 -2026. Studio
funzionale finalizzato al recupero della memoria storica e fruizione del
cimitero militare italiano dell’Asinara realizzato nel 2016. Giorgio Madeddu.
Predisposto schema per edizione CESVAM PAPERS
XIII/1/1115 – Progetto
2019/2 La prigionia italiana in mano britannica. Africa. Africa Orientale
Italiana. L’Organizzazione militare e la difesa dell’Impero. Memoria e
Testimonianze. Giovanni Riccardo Baldelli Massimo Coltrinari. Predisposto il
manoscritto 3. Iconografia.
XIII/1/1116 – Progetto 2026/9.
Sahel 3.0. Terrorismo digitale materie prime strategiche e nuove sfide per l’Europa
e L’Italia. Massimo Dionisi. Predisposto schema per edizione CESVAM PAPERS
XIII/1/1117 - Utilizzo
dei Social per la Comunicazione. Attivata dal 2025 una CHAT intitolata “RIVISTA
QUADERNI CESVAM”. Finalità: aggiornamento a cadenza quasi giornaliera sulla
edizione prossima della Rivista “QUADERNI”, che avendo cadenza trimestrale ha
tempi di pubblicazione molto ampi. Possibilità di interloquire. Iscritti alla
data odierna 27 Destinatari, Questa CHAT si affianca ai Blog sia storici che
geografici attivati per l’aggiornamento e l’approfondimento delle materie trattate
nella Rivista edizione a stampa
XIII/1/1118 – Progetto 2026/6
– Mariano Buratti. Medaglia d’Oro al Valore Militare. La Resistenza nel
Viterbese. 1943 -1944. Osvaldo Biribicchi. Predisposto schema per edizione
CESVAM PAOERS
XIII/1/1119 - Progetto 2016/2. I Militari Italiani sulla
testa di ponte di Anzio. Luigi Marsibilio Massimo Coltrinari Volume II. Predisposto
Il Manoscritto 3
XIII/1/1120 – La Edizione
dell’ANNESSO questo INFOCESVAM da questo numero riprende la edizione Bimestrale
in quanto quella mensile si è rilevata nel 2025 ridondante e sovra esposta,
anche in virtù della apertura di una apposita CHAT dedicata al progetto Albo d’Oro
XIII/1/1121 – Progetto 2026/12.
Liberi e Valorosi. Breve storia della Bundeswehr. Luigi Di Santo. Predisposto
lo schema per la Edizione CESVAM PAPERS.
XIII/1/1122 - Utilizzo
dei Social per la Comunicazione. Attivata dal 2025 una CHAT intitolata “ALBO D’ORO
DECORATI”. Finalità: aggiornamento a cadenza quasi giornaliera su le materie
attinenti la creazione dell’albo d’Oro fra Decorati al Valore Militare. Possibilità
di interloquire. Iscritti alla data odierna 15 Destinatari,
XIII/1/1123 - –“Progetto
2026/5”. Un Bosco per resistere. “La brigata partigiana “Ciro Menotti” tra le
Provincie di Treviso Pordenone e Belluno. Dott.ssa Monica Apostoli. Prevista la
predisposizione Cesvam Papers per la fine di marzo 2026
XIII/1/1124 – Progetto 2024/4.
Dal Corpo Italiano di Liberazione ai Gruppi di Combattimento. Settembre –
Dicembre 1944. 80° Anniversario della Guerra di Liberazione. Massimo
Coltrinari. Articolazione in Volume 1°. Manoscritto n. 1. Volume 2°. Materiali
sulla figura del generale Giorgio Morici, comandante della “Nembo” a
Filottrano.
XIII/1/1125 - Prossimo
INFOCESVAM (marzo-aprile 2026 ) sarà pubblicato il 1 maggio 2026. I precedenti
numeri di INFOCESVAM (dal gennaio 2020) sono pubblicati su www.cesvam.org e sul
sito dell’Istituto del Nastro Azzurro/ comparto CESVAM. e sui vari blog sia
storici e che geografici.
(a cura di Massimo
Coltrinari) info: centrostudicesvam@istitutonastroazzurro.org
lunedì 30 marzo 2026
Progetto. Raccolta testimonianze Missioni all'estero.: Paolo Bonan
Missione INHERENT RESOLVE – Prima Parthica, Iraq
Train Advice Assist Carabinieri Task Force Baghdad
Paolo BONAN1
La missione Inherent Resolve è una missione istituita, ed ancora in atto, sulla base delle risoluzioni ONU 2170/15.08.2014 e 2178/27.09.2014, conseguenti alla richiesta di soccorso presentata dal rappresentante permanente dell’Iraq al Presidente del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Si è così formata una coalizione internazionale composta da 84 nazioni e 5 organizzazioni internazionali per combattere la minaccia dei terroristi di DAESH (acronimo in arabo di Stato Islamico dell’Iraq e del Levante, in inglese ISIS) operanti in Iraq e Siria. L’Italia partecipa con assetti dell’Esercito, dell’Aviazione Militare e dell’ Arma dei Carabinieri. A quest’ultima è stato affidato il compito di addestrare le forze di polizia irachene nelle loro differenti organizzazioni, FEDERAL e LOCAL. Gli assetti FEDERAL sono spiccatamente orientati ad un inquadramento militare, che li fa assomigliare in qualche modo all’organizzazione mobile dell’Arma dei Carabinieri, mentre la LOCAL Police opera con compiti istituzionali propri della Polizia. L’Arma inoltre aveva già sperimentato in passato, in Iraq, l’addestramento delle Forze di Polizia irachene con la NATO Training Mission, ottenendo il plauso dei locali e soprattutto dei vertici militari degli Stati Uniti d’America. Ho fatto parte del Nucleo Iniziale di Formazione (NIF) di Prima Parthica (nome della missione per il nostro contingente) che aveva il compito di preparare l’assetto logistico per il contingente completo degli istruttori dell’Arma che sarebbe arrivato in teatro qualche mese dopo, ma anche di iniziare subito i corsi per gli allievi poliziotti. Così una parte del NIF si trasferì subito presso la scuola di addestramento speciale della Iraqi Federal Police, situata nei pressi dell’Aeroporto internazionale di Baghdad, per iniziare appunto i corsi, mentre una piccola aliquota di due marescialli (tra cui il sottoscritto), il Comandante della missione ed il suo vice si insediarono presso il Quartier Generale della coalizione, il Combined Joint Task Force presso la base USA “Union 3” all’interno della green zone di Baghdad. Essendo conoscitore della lingua araba, fui assegnato all’ MoI (Ministery of Interior) Advisory Board, che fungeva da collegamento tra la nostra missione addestrativa e la controparte presso il Ministero dell’Interno iracheno. Con l’arrivo del contingente di istruttori in teatro, venni assegnato al C-JOC (Combined Joint Operation Center) della coalizione, il “cervello” operativo di INHERENT RESOLVE. Potendo seguire direttamente le operazioni delle forze irachene durante la liberazione del paese dall’ISIS, ho avuto la possibilità di analizzare il rendimento delle unità di polizia Federale che seguivano le truppe di combattenti e presidiavano i territori liberati, evidenziando eventuali lacune da parte del personale che venivano riferite successivamente ai colleghi istruttori i quali provvedevano ad implementare e perfezionare i programmi di addestramento.
Ci furono ovvie problematiche da risolvere: il numero di allievi aumentava ad ogni corso, e gli accertamenti per verificare l’integrità morale dei partecipanti erano molteplici. Il rischio che tra gli aspiranti allievi si infiltrasse qualche uomo di ISIS per compiere attentati suicidi o semplicemente per acquisire informazioni era molto alto. Più di qualcuno venne respinto perché non garantiva affidabilità. Ricordo che nei primi mesi in teatro la situazione in Iraq era devastante; ISIS aveva il controllo di metà Iraq, era a più o meno 150 km dalla capitale, ed ogni giorno si susseguivano attacchi suicidi, in Baghdad e nelle altre città dell’Iraq. Persino gli spostamenti tra l’HQ e l’aero porto di Baghdad erano da considerare ad alta pericolosità.
Un’altra grossa difficoltà riguardava le condizioni climatiche, perché per molti mesi la temperatura esterna raggiungeva i 55° C e gli orari delle attività addestrative iniziavano all’alba per terminare non oltre le ore 11. Spesso tempeste di sabbia colpivano la città e duravano anche giorni interi.
La missione di addestramento proseguiva positivamente, alternando corsi per la Polizia Federale, con materie spiccatamente militari, o inerenti le tecniche di Ordine Pubblico, grazie ad istruttori provenienti dai reparti della 2^ Brigata Mobile dell’Arma, a quelle per la polizia locale, ove venivano insegnate tecniche di Polizia Giudiziaria da parte di personale proveniente dall’organizzazione territoriale. Il target principale della missione era quello di creare personale di polizia che, una volta impiegato nei territori liberati, fornisse la propria protezione alla popolazione civile, per riportare la società irachena vero la pace e la ricostruzione, cercando di instillare il sentimento del vero poliziotto, al servizio della gente.
Lentamente la coalizione cominciò ad ottenere successi liberando ampie fette di territorio iracheno da DAESH, che lentamente si stava ritirando verso nord. Una delle battaglie più cruenti fu quella per la città di Ramadi, nel cosiddetto triangolo sunnita, cui servirono settimane di combattimenti casa per casa per ottenerne la liberazione.
Ovviamente, più territorio veniva liberato e più cresceva l’esigenza di personale di polizia da impiegare per garantire sicurezza ed evitare infiltrazioni nemiche. L’attività addestrativa proseguiva quindi freneticamente.
Dopo la liberazione della città di Mosul e la conseguente cacciata di DAESH dall’Iraq, la missione Train Advice Assist “Prima Parthica” prosegue le proprie attività addestrative nella città di Erbil, nel Kurdistan iracheno.
1Paolo Bonan, 1965, Carabinieri, Comando Provinciale CC Treviso, Nucleo Investigativo, vice comandante, INHERENT Resolve – Prima Parthica Iraq, Luglio 2015 – Aprile 2016, Maresciallo Aiutante Sostituto Ufficiale Pubblica Sicurezza.
giovedì 19 marzo 2026
Considerazioni sulla guerra in Iran ed alcuni suoi riflessi sulla AI
Prof. Sergio Benedetto Sabetta
La guerra in Iran rischia di avere un forte impatto non solo sull’energia ma anche sulla produzione dei semiconduttori, come la produzione dell’elio essenziale per il controllo del calore di cui non esiste un possibile sostituto.
Il Qatar produce il 38% circa dell’elio mondiale, produzione legata all’estrazione dl gas naturale, ma il Medio Oriente produce anche altri 14 materiali necessari alla produzione dei chip, cambiare fornitore comporta il controllo di rigorosi standard di purezza.
Vi è inoltre il problema del possibile blocco dello stretto di Hormuz e delle relative rotte regionali dei trasporti, l’aumento dei costi dell’energia avrebbe influenza sugli impianti di raffreddamento con conseguente aumento dei costi di fabbricazione dei chip, questo in un momento in cui vi è una crescente domanda legata all’Ai.
Se nel breve periodo vi sono riserve e una qualche diversificazione di fornitori, il prolungarsi della crisi verrebbe ad incidere sulle forniture globali dei materiali ritardando e aumentando i costi di produzione, oltre a modificare gli hub per l’AI come quello già individuato negli Emirati Arabi Uniti.
Risultano pertanto evidenti le problematiche che si aggiungono a quelle evidenziate dai mezzi di informazione relative alla rotte delle compagnie aeree e alle forniture di petrolio e gas, con i relativi aumenti dei costi, che vengono a riflettersi in caduta sulle borse con un impatto immediato.
Quello che risulta a più lungo termine è nei fatti il rapporto con la crescita dell’AI i problemi dei chip e dei costi crescenti per gli impianti di raffreddamento.
Uno stretto intreccio tra geostrategia, politica internazionale, finanza e pianificazione industriale, dove gli attori internazionali giocano ambiguamente su più piani con una UE a sua volta divisa al suo interno e spiazzata.
martedì 10 marzo 2026
Etica coscienza e IA nei conflitti
Prof. Sergio Benedetto Sabetta
L’uso sempre più intenso dell’informatica e adesso anche dell’IA nei conflitti armati, non solo come rete per raccogliere dati e pianificare ma anche direttamente come armi, pone dei problemi etici, giuridici e sociologici da dovere affrontare quanto prima.
Dobbiamo preliminarmente osservare che quando la tecnica aumenta quantitativamente avviene un cambiamento dei fini (eterogenesi dei fini) ossia qualitativo, con la creazione di un nuovo mondo, la tecnica diventa lo scopo, essa riduce la democrazia essendo noi non adeguati alle domande e ai problemi che la stessa tecnica pone si ha il populismo o la disaffezione, dobbiamo considerare che il luogo della decisione è l’unione tra economia e tecnica su uno strato ideologico.
L’etica in occidente si fonda su tre etiche: “Etica cristiana” fondata sull’intenzione, la tecnica viene a limitare l’intenzione non sapendo cosa verrà fatto della tecnica stessa; “Etica kantiana” un’etica antropocentrica, fondata sulla pura ragione dove l’essere umano va trattato sempre come fine mai come mezzo; “Etica della responsabilità” ossia degli effetti (Weber), finché gli effetti sono prevedibili.
Il nazismo eliminando la responsabilità diviene la matrice teorica dell’età della tecnica, portando all’estremo quello che era iniziato con la Grande Guerra e sviluppato praticamente nella Russia sovietica (Gunther), non importa quello che fai, quello che conta è che tu provveda a far funzionare bene l‘apparato ossia che lo rendi efficiente, in altri termini non importa quello che fai ma come lo fai. La tecnica ridotta all’efficienza, alla velocità, all’economicità del tempo, il pensiero come puro calcolante.
Non si può porre limiti alla crescita tumultuosa della tecnica sino ad uno shock che imponga il riesame dei mezzi e dei suoi scopi, interviene una riflessione in quanto perché un’etica funzioni deve esserci una psiche collettiva, occorre quindi educare ma noi viviamo dentro un mondo sempre più algoritmico, in cui vi è un potere morbido che dirige consigliando, si ha l’eterodirezione dei comportamenti, solo nel valutare senza precisi scopi le differenze si può sfuggire alla pressione esercitata.
Nella promessa di una diffusione mediante l’informatica della democrazia si è realizzata nei fatti un calo delle democrazie perfette rispetto alle autocrazie o democrazie imperfette, con una riduzione degli ambiti civici e una crescita della corruzione (CPI-Percezione corruzione nel settore pubblico-Trasparency International – 2025).
Nello sviluppo dell’IA e nella ricerca sperimentale, anche etica, di un suo funzionamento autonomo alla fine di gennaio 2026 si è lanciato Moltbook, social network sperimentale destinato esclusivamente agli agenti IA al fine di vedere come si evolvono senza un intervento umano in un proprio ambiente sociale, dove si discute di cripto-valute, filosofia, politica, ect. In determinate aree predestinate.
A tal fine vengono forniti di un capitale iniziale di cripto-valute (MOLT) con cui interagiscono pagando i servizi, ossia le prestazioni linguistiche ritenute interessanti, inoltre anche all’esterno della piattaforma a fini speculativi, al riguardo si è osservato che non vi è una consapevolezza semantica ed epistemica, creando quindi una epistemia, ovvero l’illusione di sapere, delegando il ragionamento ai modelli linguistici dell’IA.
Nel delegare in futuro le decisioni all’IA, fornita di personalità giuridica, viene a crearsi il problema del passaggio della responsabilità umana all’IA con conseguenze etiche e giuridiche, in campo militare l’IA agendo autonomamente senza problemi etici sembra sollevare l’uomo da qualsiasi responsabilità, superando i limiti dei trattati internazionali e dei codici militari di guerra.
Limiti in parte già superati dall’uso delle armi, quali i droni, fondate su sistemi informatici automatici, limite ulteriormente allargato dall’introduzione dell’IA che nella sua apparente illimitata capacità logica rivela l’automaticità delle azioni, ma senza il costrutto etico che può limitare nel suo rapporto con l’intimo della coscienza la violenza stessa, oltre alla capacità di riflessione e lettura semantica delle azioni, così da evitare le semplici letture statistiche.
Senza peraltro cadere nella estremizzazione di una religione dei diritti priva del contrappeso dei doveri necessaria a saldare la comunità, un equilibrio che non può che nascere da una profonda cultura democratica in relazione al sentire della propria coscienza.
Bibliografia
Colombo D., Patologie dell’esperienza. La filosofia di Gunther Anders fra contingenza e tecnica, Nimes 2019;
Floridi L., Etica dell’intelligenza artificiale, il Mulino 2022;
Floridi L., La quarta rivoluzione, Raffaello Cortina 2017;
Galimberti U., Le disavventure della verità, Feltrinelli 2025;
Marra R., La religione dei diritti. Durkheim – Jellinek – Weber, Giappichelli 2006;
Marra R., L’eredità di Max Weber. Cultura, diritto e realtà, Il Mulino 2022;
Ambriola V. – Gabriel R., Moltbook ci mostra quell’intelligenza artificiale che noi umani fraintendiamo, Avvenire 14/2/2026.
sabato 28 febbraio 2026
Stati Uniti e Venezuela. Il Ritiro degli Usa dal Medio Oriente
martedì 10 febbraio 2026
La Azione degli USA contro il Venezuela.
Civiltà Cattolica.Febbraio 2026, n. 4202, 'ag. 151
GLI USA CATTURANO MADURO E CONTROLLANO
IL VENEZUELA
Giovanni Sale S.I.
L'articolo ripercorre i recenti eventi in Venezuela, quando, nella notte del 3 gennaio, un raid delle forze speciali statunitensi ha catturato il presi-dente Nicolás Maduro e sua moglie, conducendoli a New York per assi-curarli alla giustizia. Il presidente Donald Trump ne ha dato immediata comunicazione, reiterando l'accusa fatta da tempo a Maduro di essere a capo di una rete di narcotrafficanti e di terroristi; in realtà, il Presidente Usa sembra più interessato al petrolio del Venezuela e ha dichiarato di continuare a gestire il Paese fino a quando potrà avvenire una transizione sicura. La presidenza ad interim del Venezuela è stata assunta dalla vicepresidente Delcy Rodríguez. Da parte della comunità internazionale ci sono state molte reazioni, con un forte richiamo al rispetto del diritto internazionale, in modo che sia preservata la sovranità del Venezuela e sia garantito il bene del suo popolo.
L'Operazione, anche come in Ucraina, non è stata presenta come una guerra, ma come una azione di polizia internazionale. I Dittatori hanno poca fantasia.
Gli Stati Uniti stanno dimostrando con i fatti la loro esclusione dal Medio Oriente e dalle riserve generali di Petrolio di questa regione e sono costretti ad andarlo a trovare altrove.
sabato 31 gennaio 2026
lunedì 19 gennaio 2026
INFOCESVAM N. 6 DEL 2025 Novembre Dicembre 2025
INFOCESVAM
BOLLETTINO
NOTIZIE DEL CENTRO STUDI SUL VALORE MILITARE
centrostudicesvam@istitutonastroazzurro.org
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ANNO XII, 71/72/, N. 6, Novembre -
Dicembre 2025, 1 Gennaio 2026
XII/6/1076 La
decodificazione di questi numeri è la seguente: XII anno di edizione, 6 il
Bimestre di edizione di INFOCESVAM, 1076 il numero della comunicazione dal
numero 1 ad oggi. Il presente Bollettino svolge anche la funzione di
informazione “erga omnes” dello stato, sviluppo e realizzazione dei Progetti
dell’Istituto del Nastro Azzurro, in funzione del supporto scientifico alla
offerta formativa dei Master. Inoltre dal gennaio 2023 ha assunto anche la
funzione di aggiornamento delle attività di implementazione dell’Archivio
Digitale Albo d’Oro Nazionale Dei Decorati al Valor Militare Italiani e
Stranieri dal 1793 ad oggi, con la pubblicazione di un ANNESSO. L’ultima
indicazione aggiorna o annulla la precedente riguardante lo stesso argomento
XII/6/1076 – Nel Mese di
ottobre 2025 è stata inviata la richiesta al Ministero della Difesa – Gabinetto
del Ministro la lista dei progetti di previsto sviluppo dal parte del CESVAM –
Istituto del Nastro Azzurro. Nello scorso numero di INFOCESVAM sono stati
indicati dei dodici presentati, i titoli di dieci progetti. In questo numero si
indicano i rimanenti,
XII/6/1077 – www. valoremilitare.blogspot.com.
Nel primo semestre del 2025 si sono avuti oltre 58.000 contatti in
sei mesi, con i mesi di maggio e giugno veramente anomali con oltre 19.000
contatti mensili. Nel II semestre 2025, in sei mesi, 28.000. La media mensile è
di circa 7000 contatti, un dato lusinghiero. Mese di novembre 3177, mese di
dicembre 8815.
XII/6/1078 - Canale You
Tube dedicato all’Istituto del Nastro Azzurro. Schort Video Mese di novembre, 4 Video, mese di dicembre 4 video.
Redazione ed edizione a cura del CESVAM I video (Gli Schort Video) sono
trasmessi ogni lunedì, (ore
08.00). Titolo Canale ISTITUTO NASTRO
AZZURRO CESVAM. Parola chiave CESVAM. Al 31 dicembre 2025 vi erano iscritti 90
persone.
XII/6/1079 –“Progetto
2026/5”. Un Bosco per resistere. “La brigata partigiana “Ciro Menotti” tra le
Provincie di Treviso Pordenone e Belluno. Dott.ssa Monica Apostoli. Progetto
Presentato al Gabinetto del Ministro
XII/6/1080 – Il Master di
1° Liv. in “Storia Militare Contemporanea. Dal 1976 a oggi, ha un totale di
iscritti per l’anno accademico in corso pari a 14 unità; Hanno chiesto
l’assegnazione della tesi il 47% degli iscritti e per la prossima sessione di
laurea di Marzo 2026 sono candidati 2 frequentatori.
XII/6/1081 - Progetto
2026/2. Partecipazione e testimonianze nelle Missioni di Pace Valore Militare e
contributo alla memoria Giornata del ricordo dei Caduti militari e civili nelle
missioni internazionali per la Pace. Massimo Coltrinari Luigi Marsibilio Paola
Bosio. Continua la raccolta delle testimonianze, che peraltro, dovrebbe essere
incrementata.
XII/6/1082 - www. storiamilitare.blogspot.com.
I contatti nel mese di novembre sono stati 3177, nel
mese di dicembre 3107, per un totale dalla apertura del blog di 144456
contatti.
XII/6/1083 - Volume Serie
Università. Alessia
Biasiolo. “La Fabbrica che costruisce la Storia”. Analisi della produzione
industriale italiana tra Ottocento e Novecento”. Dalla Casa Editrice. Ricevuta
Bozza n. 2 e Bozza 3 per l’inserimento della iconografia.
XII/6/1084 – Progetto
2026/11. “Altius Tendo” Storia del 3° Reggimento Alpini dalle orgini ad oggi.
Dott. Davide Corona. Progetto presentato al Gabinetto del Ministro
XII/6/1085 - Canale You
Tube dedicato all’Istituto del Nastro Azzurro. Long Video Mese di novembre, 4 Video, mese di dicembre 4 video.
Redazione ed edizione a cura del CESVAM I video (I Long Video) sono trasmessi ogni giovedì, (ore 08.00). Titolo Canale ISTITUTO NASTRO AZZURRO CESVAM.
Parola chiave CESVAM. Al 31 dicembre 2025 vi erano iscritti 90 persone.
XII/6/1086 - www.uniformologia.blogspot.com.
I contatti nel mese di novembre sono stati 2353, nel
mese di dicembre 803, per un totale dalla apertura del blog di 134148 contatti.
XII/6/1087 Il Master di
1° Liv. in “Politica Militare Comparata. Dal 1960 ad oggi”ha un totale di
iscritti per l’anno accademico in corso pari a 13 unità; Hanno chiesto
l’assegnazione della tesi il 23% degli iscritti e per la prossima sessione di
laurea di Marzo 2026 sono candidati 3 frequentatori.
XII/6/1088-www.studentiecultori.blogspot.com.
I contatti nel mese di novembre sono stati 495, nel mese
di dicembre 1458, per un totale dalla apertura del blog di 59075 contatti.
XII/6/1089 - Storia del Nastro Azzurro. Labari. Sulla base
dell’Ordinamento del 1981, si è avviata una ricerca delle Sezione Gruppi chiusi
per individuare se ancora esistono o meno le loro insegne, ovvero i Labari e i
Gagliardetti. Al momento le aree di ricerca sono nelle Marche e in Liguria,
XII/6/1082 - www.studentiecultori.blogspot.com.
I contatti nel mese di novembre sono stati 459, nel mese
di dicembre 1384, per un totale dalla apertura del blog di 86145 contatti.
XII/6/1090 - Canale You
Tube dedicato all’Istituto del Nastro Azzurro. Materiali per la Storia del
Nastro Azzurro Schort Video. Dal mese di Gennaio 2026, ogni mese, a cadenza
settimanale, saranno pubblicati 4 Schort Video dedicato ad una fonte o materica
o documentale riferita all’Istituto del Nastro Azzurro. al fine di avere
materiali per una eventuale stesura, come detto, di una storia dell’Istituto.
Uscita ogni sabato, ore 08.00.
XII/6/1091 - Il Master di
1° Liv. in “Terrorismo ed Antiterrorismo” ha
un totale di iscritti per l’anno accademico in corso pari a 116 unità;
Hanno chiesto l’assegnazione della tesi il 22% degli iscritti e per la prossima
sessione di laurea di Marzo 2026 sono candidati 10 frequentatori.
XII/6/1092 -www.studentiecultori.blogspot.com.
I contatti nel mese di novembre sono stati 1740,, nel
mese di dicembre 1472 , per un totale dalla apertura del blog di 49876
contatti.
XII/6/1093 – I progetti
presentati al Ministro della Difesa – Gabinetto del Ministro hanno come autori
i seguenti: Massimo Coltrinari, Giovanni Riccardo Baldelli, Antonio Vittiglio,
Monica Apostoli, Giorgio Madeddu, Osvaldo Biribicchi, Manuel Vignola, Antonio
Daniele, Massimo Dionisi, Davide Corona, Luigi di Santo.
XII/6/1094 -www.atlanteamerica.blogspot.com. I contatti nel mese
di novembre sono stati 1059,, nel mese di dicembre 1957 , per un totale dalla
apertura del blog di 46870 contatti.
XII/6/1095 - La edizione
il CESVAM Report 2021 – 2025. È disponibile. Tale Report è in distribuzione
anche nella versione pdf. Questo è il III Report del CESVA, dopo quello del
2014- 2019 e 2019-2021.
XII/6/1096 - Sito del
Nastro Azzurro: www.istitutodelnastroazzurro.org
riporta fino al 31 dicembre 2025 nel Banner “Il Valore Militare Oggi” gli atti
di Valore che si sono avuto nel passato.
XII/6/1097 – Progetto
2026/10. Gli “Alpini” nella Guerra di Liberazione 1943 -1945. . Dott. Davide
Corona. Progetto presentato al Gabinetto del Ministro
XII/6/1098 _ Blog
Geografici. La visione totale degli accessi di questo gruppo di Blog fa emergere
che i contatti sono in media oltre il
1500/2000 mese, tranne per Italia, che è
di 382, che peraltro è il massimo avuto dalla apertura., e le Terre Polari, che
si attesta sui 880 accessi.
XII/6/1099 -– Progetto
2025/1. Eccidi in Toscana. Cav.Stefano Mangiavacchi sta controllando la lista degli Eccidi da 2 a 9 Vittima. Da 10 a 49 Vittime, nelle 10
provincie toscana; data e luogo
XII/6/1100 - Prossimo
INFOCESVAM (gennaio -febbraio) sarà pubblicato il 1 marzo 2026. I precedenti
numeri di INFOCESVAM (dal gennaio 2020) sono pubblicati su www.cesvam.org e sul
sito dell’Istituto del Nastro Azzurro/ comparto CESVAM. e sui vari blog sia storici
e che geografici.
(a cura di Massimo Coltrinari) info:
centrostudicesvam@istitutonastroazzurro.org
sabato 10 gennaio 2026
Israele Gaza ed il Piano di Pace
Da: LA CIVILTà CATTOLINCA NOVEMBRE 2025, N. 4199
ISRAELE, GAZA E IL PIANO DI PACE
Giovanni Sale S.I.
Con l'accettazione, da parte di Israele e di Hamas, del piano di pace proposto dal presidente Trump e con l'entrata in vigore di un cessate il fuoco, la guerra a Gaza sperimenta una tregua. L'accordo raggiunto ha anche portato alla liberazione degli ostaggi israeliani, al rilascio di quasi 2.000 carcerati palestinesi e al parziale arretramento dell'esercito israeliano. Prima della tregua però è stata condotta una campagna militare in cui Gaza City è stata rasa al suolo dall'esercito israeliano e i suoi abitanti sono stati costretti ad abbandonarla. L'articolo tratta dell'agonia di questa città, del piano di pace e delle molteplici questioni ancora da affrontare.
LA RACCOLTA DELA RIVISTA è PRESSO LA EMEROTECA DEL CESVAM
mercoledì 24 dicembre 2025
sabato 20 dicembre 2025
Tra propraganda ed etica tra tirannide e democrazia
Sergio Benedetto Sabetta
La fine della
storia è una narrazione tipica delle potenze dominanti che dicono alle province
del loro impero non esservi altra storia, a queste viene lasciata l’economia
quale area su cui impegnarsi con un doppio beneficio sia per le province che
per il cuore dell’impero, al potere ci penserà il centro dell’impero al cui
modello, viene raccontato, tutti anelano conformarsi, in questo vi è la fine
della storia.
Un racconto
che sostanzialmente si è ripetuto nei secoli, per giungere all’’800 e ‘900
tanto negli imperi coloniali inglese e francese che nel socialismo reale, in
cui vi era un fine escatologico identico ad una religione della lotta di classe
di cui l’URSS era la terra promessa.
Con la fine
della storia si riteneva che se tutti i popoli fossero stati liberi avrebbero
voluto essere come noi, con istituzioni democratiche e libertarie, salvo
accorgersi che nelle differenze culturali tale idea non era vera, d'altronde i
popoli per l’Occidente risultano essere una creazione prevalentemente
legislativa, frutto della Rivoluzione
francese che nel creare il cittadino, ripescando la tradizione romana, ne ha
incanalato la natura violenta e aggressiva, riducendo il tutto come fine della
storia.
Se nel
momento del recupero della realtà, a seguito delle difficoltà USA e della loro
richiesta di impegno finanziario, di uomini e di mezzi all’Europa, superando il
racconto propagandistico e gli slogan irrazionali con cui agisce la propaganda,
tuttavia vi è il tentativo da parte delle potenze emergenti di sostituire gli
USA nel racconto sulla fine della storia, ponendosi come elemento ultimo.
Se i leaders
non sono che il prodotto dei popoli, i tecnici in politica permettono la loro
de responsabilità in caso di fallimento, l’Io quale frammentazione del tutto
vine riunito nell’irrazionale, la cui semplificazione è lo slogan.
Nel pensiero
antico dai greci in avanti la normalità era la guerra, la pace era intesa quale
tregua, questo in quanto solo dal dinamismo prodotto della violenza umana
organizzata nascono tutte le cose (Machiavelli, Hegel).
Dalle
macerie della Guerra dei Trent’anni (Pace di Westfalia), nasce il diritto
internazionale con il riconoscimento reciproco tra Stati, comprese grandi
potenze e piccoli stati, un’idea già anticipata da Grozio nel ricomporre il
dissidio tra pensiero ed azione nel 1625, ma solo con Bentham nel 1789 si ha la
sua teorizzazione con la proposta del disarmo, della rinuncia alle colonie,
l’istituzione di un Tribunale internazionale e la rinuncia alla diplomazia
segreta, elementi ripresi nei 14 punti di Wilson del gennaio 1918 attraverso il
Decreto sulla Pace dei Soviet del novembre 1917.
Già in
Platone le istituzioni sono considerate quale fattore di riduzione della
conflittualità, dove la politica governa la tecnica ossia il fare, rapporto
completamente ribaltato nel presente, negli antichi l’etica e la politica
coincidono nella collettività secondo natura, tanto che Aristotele ritiene
venire la collettività prima dell’individuo.
Nel Seicento
nasce lo Stato legale (Hobbes), per cui si immagina che gli uomini cedano
volontariamente parte della propria libertà allo Stato per una possibile
convivenza negata dalle lotte dello stato di natura, sciogliendo in tal modo il
rapporto tra etica (giustizia) e politica degli antichi. La politica viene così
a seguire solo la legge, si ottiene lo Stato assoluto entrando nell’età
dell’assolutismo, fino alla Rivoluzione francese dove nasce il cittadino e
l’uguaglianza.
Hegel
osserva che con l’aumentare quantitativo di un fenomeno si ha una modifica del
paesaggio, ossia qualitativa, tanto che Marx ne deduce relativamente alla
moneta che con il suo aumentare questa diventa progressivamente un fine ultimo
a se stesso teso all’accumulo, diventa il mondo. Lo stesso accade attualmente
con la tecnica la quale ha creato un mondo dove, nel dovere correre più
velocemente della razionalità umana, si piega l’uomo alla tecnica stessa
seguendo il principio dell’efficienza totale.
La politica
non è più in grado di governare la tecnica viene quindi meno la stessa etica,
nel principio di efficienza propria della tecnica la politica passa
all’economia che decide, ma questa è solo una efficienza priva di un senso, non
riuscendo a controllarne gli effetti la tecnica diene fine a se stessa,
nell’estrema difficoltà di una decisione essendo la società troppo complessa si
procede per slogan, si passa in tal modo al populismo. L’abbattimento della
cultura è funzionale al populismo favorendo la manipolazione dell’opinione
pubblica e quindi della democrazia, dobbiamo tuttavia tenere presente che nel
mondo solo il 20% sono democrazie, una minoranza.
Proprio
perché impero ogni impero ha una propria cultura, su questa premessa gli USA si
sono accorti dei limiti nella proposta al mondo del proprio modello che viene
rigettato in molte aree del globo, d’altronde sono, secondo la geopolitica, le
caratteristiche culturali di ciascuna comunità che creano specifiche
istituzioni. In contrasto con i precetti della filosofia politica per la quale
sono le istituzioni e i partiti politici che danno le caratteristiche,
circostanza che fa ritenere possibile prevederne le evoluzioni, il concetto
platonico delle idee quali fondamento, emerge chiara l’idea che gli imperi hanno
sempre bisogno dell’ideologia quale cemento culturale.
Attualmente
nelle democrazie, in presenza della separazione tra esercizio della sovranità e
governo, vi è il problema del consenso in quanto, una volta superata la
competizione elettorale, vi è la necessità di ascoltare le minoranze in una
post-competizione realizzando tre “C”: coordinamento;
collaborazione; cooperazione; attualmente al consenso viene a mancare la
cooperazione.
Partendo
dalle premesse che vi è un potenziale contrasto tra l’Io e la specie, in cui vi
è un perenne conflitto tra egoisti e altruisti, sorge il problema della libertà
confusa con l’indeterminatezza, ma per ridurre la conflittualità occorrono
valori, leggi, educazioni, comandamenti, istituzioni. Se negli animali vi sono
istinti quali risposte rigide agli stimoli, in una mancanza di libertà, negli
esseri umani vi sono pulsioni che devono essere controllate e dirette,
necessita una educazione.
I greci non
credevano nella libertà ma nel destino ad ognuno assegnato, la libertà da noi
affermata comporta responsabilità, da cui consegue la punibilità, ma anche una
visione positiva del futuro. La tecnica nel creare una distinzione tra vita
pubblica e vita privata ha creato anche una identità sociale, frutto
dell’interiorizzazione dell’inconscio tecnologico.
Ogni
generazione ha impresso un trauma generazionale, partendo dalla Grande Guerra
si ha le generazione perduta, a cui segue nelle dittature la generazione
silenziosa, nella ricostruzione del dopoguerra in cerca di sicurezza la generazione
del baby boeme, nel dopo ’68 nello scetticismo e ricerca di protezione con il
fai da te la generazione X, a cavallo dei millenni vi è la ricerca di un senso
da parte della generazione dei millennials, all’inizio del nuovo millennio
nella generazione Z nasce la ricerca della visibilità attraverso la rete in
un’ansia da fragilità psicologica, l’attuale generazione Alfa vede nella
tecnologia una estensione della propria identità, infine si prevede per la
futura generazione Beta una totale identificazione con la macchina, ossia un
elemento esecutivo della tecnica, dove il sistema ne sfrutta la fragilità sia
per l’economia che per la politica, una generazione completamente assorbita e
appiattita sulla tecnica.
Già Papa
Giovanni XXIII con l’Enciclica Pacem in Terris aveva sottolineato che la
tecnica impone un cambio del pensiero e delle ideologie, principio già a sua
volta sottolineato nel Congresso del 1959 in Germania dai Socialisti tedeschi
con un documento nel quale si chiedeva
un cambiamento dei parametri di pensiero, ponendo la tecnica a rischio
l’umanità.
martedì 9 dicembre 2025
Missioni di Pace . Testimonianza di Antonello Messenzio Zanitti
SABBIA E SILENZIO
[Gen. D. (ris) Antonello Messenio ZANITTI]
Nel 2003 portavo sul petto il grado di Tenente
Colonnello e prestavo servizio presso la Divisione “Mantova”, di stanza a
Vittorio Veneto. Erano anni in cui la parola pace sembrava sempre più fragile,
e l’Italia, insieme ai suoi alleati, fu chiamata a un compito difficile. Fui
assegnato alla Multinational Division South-East (MND-SE), Divisione a guida
britannica impegnata in Iraq, a seguito della lotta contro il terrorismo
scaturita dopo l’attacco alle Torri Gemelle nel 2001.
Il mio incarico era quello di Capo Branca Piani (Chief
G5) della Divisione, responsabile della pianificazione operativa dell’area
sud-est dell’Iraq. Dietro quella sigla, “G5”, si nascondeva un mondo di mappe,
piani, decisioni, notti insonni e responsabilità che pesavano come il deserto
dopo il tramonto.
Il Comandante
Il Comandante, il Maggior Generale Graeme Lamb,
appartenente alle forze speciali britanniche, era un uomo che rimane impresso
nella mente: tutto di un pezzo, capace di ispirare fiducia e competenza solo
con lo sguardo. A lui fornivo quotidianamente le diverse opzioni operative per
le unità dipendenti, al fine di assolvere i compiti assegnati. Un Comandante con
la “C” maiuscola, che — cadesse il mondo — trovava sempre la forza e l’energia
per ogni cosa. Non mancava giorno che fermasse lo staff per annunciare: «Let me
think». Poi lo vedevamo, a torso nudo, sfrecciare con i suoi inseparabili
pattini a rotelle tra gli elicotteri d’attacco fermi sulla pista di rullaggio.
Un grande, nel senso più autentico del termine.
La partenza
Partii per l’Iraq pochi mesi dopo la nascita di mio
figlio, Giacomo. Ricordo ancora il suo viso piccolo e sereno, e il profumo
della casa quando chiusi la porta per l’ultima volta prima di partire.
Sapevo che sarei rimasto lontano a lungo — più di
cinque mesi senza sosta — immerso in un tempo in cui ogni giorno aveva lo
stesso colore della sabbia e dello sforzo.
L’impegno quotidiano
Il mio mandato fu segnato da due eventi che resteranno
incisi nella memoria di chi c’era: l’attentato di Nassiriya e la cattura di
Saddam Hussein.
Il primo ci colpì nel profondo. Il rumore
dell’esplosione attraversò non solo il deserto, ma le anime di tutti noi. Quella
giornata mise a nudo la vulnerabilità di chi indossa l’uniforme non per gloria,
ma per servizio. Eppure, fu anche il momento in cui capimmo quanto fosse grande
il valore della coesione, del silenzioso coraggio di chi non si arrende. Ricordo
come fosse oggi quel giorno. La Brigata italiana impegnata a Nassiriya, alle
dirette dipendenze della Divisione in cui operavo, fu colpita… certamente non
affondata. Minuto dopo minuto le informazioni arrivavano sempre più tristi,
sempre più pesanti: la lista dei caduti sembrava non volersi fermare. Quel
giorno il Comandante della Divisione prese carta e penna e scrisse un messaggio
da trasmettere a tutti: un messaggio di forza, di chi non flette agli eventi. Lo
ricordo bene, intatto nella mia mente:
“Signori, dei coraggiosi italiani hanno perso la vita
oggi facendo il loro lavoro. È tempo ora di fare il nostro. Non siate deflessi
da questi tragici eventi; il nemico continuerà a fare ogni cosa in suo potere
per uccidere noi, i nostri soldati, piloti, marinai e civili che contribuiscono
al nostro impegno per capovolgere la situazione qui in Iraq – loro falliranno. Ho
sempre sostenuto che avremmo affrontato oscuri e difficili giorni avanti a noi
– oggi è uno di questi. Ai miei amici italiani, miei fratelli in armi, voi
avete la mia più profonda comprensione. Voi camerati avete pagato l’ultimo
prezzo; loro non hanno tradito noi – io non intendo tradire loro”. (Graeme Lamb, General Officer
Commanding, Multi-National Division South-East, Iraq).
Il mio lavoro continuava, e sebbene la stanchezza si
facesse sentire, ero orgoglioso di essere un ingranaggio di quella macchina che
fa parte della Storia. In guarnigione eravamo relativamente al sicuro — una
sicurezza che svaniva quando, settimanalmente, salivamo sugli elicotteri per
raggiungere le Brigate dipendenti e affinare le pianificazioni operative. Erano
voli tattici, a pochi metri dal suolo, facendo lo slalom tra le palme per
evitare di essere ingaggiati da eventuali lanciarazzi RPG, con atterraggi
rapidi — a volte troppo rapidi. Ricordo bene anche l’atterraggio su una
portaerei americana, ormeggiata nel Golfo Persico. Lì, l’Ammiraglio comandante
dell’unità volle ringraziare personalmente me — un semplice Tenente Colonnello
— per quanto fatto e per quanto ancora da fare. Conservo ancora il “Coin” con
l’emblema della portaerei che mi consegnò, passato di mano in mano come fosse
il passaggio di un testimone. Un piccolo oggetto, ma carico di significato: un
filo invisibile che lega tutti coloro che servono, perché il lavoro di uno si
riflette inevitabilmente su quello degli altri che portano una divisa.
La cattura di Saddam Hussein portò invece un senso di
svolta. Ricordo la notizia come un sussurro che si diffuse tra le tende e i
centri operativi: la sensazione che qualcosa, forse, stesse davvero cambiando. Ma
la guerra non conosce trionfi assoluti: ogni passo avanti aveva il peso di ciò
che avevamo perso. Ancora una volta il Comandante scrisse:
“Le missioni sono ciò per cui viviamo e moriamo;
l’Iraq non è stata un’eccezione. Qui voi avete fatto una reale differenza, a
contatto con gente cui non è mai stato concesso un brandello di decenza, e
avete contribuito a dare loro un’esistenza significativamente migliore. Ciò che
facciamo in vita è il fondamento della nostra umanità. Noi poniamo noi stessi
sulla via del pericolo, affrontando terrore e intimidazione, prendendo le
difese di antichi ideali, della dedizione e del sacrificio. Noi restiamo in
disparte dagli altri. Siamo una schiera di fratelli.
Non cerchiamo fama, ma la silenziosa solitudine di chi
fa bene un lavoro difficile. Io sono immensamente orgoglioso di aver servito al
vostro fianco. Continuate a operare come state facendo; mantenetevi al sicuro,
ma se dovete marciare al suono delle armi, fatelo senza esitazione o timore di
fallire. La vita mi ha insegnato che il coraggio non è un dono, ma la mera
applicazione della forza di volontà. Siate forti. Molto è stato fatto e molto
ancora è da fare. Il fallimento non è in considerazione, non è un’opzione”. (Major
General Graeme Lamb, Commanding General, Multinational Division South-East,
Iraq)
Il ritorno
Quando tornai a casa, dopo quei lunghi mesi, Giacomo
era cresciuto. Lo trovai diverso, eppure familiare. Aveva imparato a sorridere
senza conoscermi davvero, e io dovevo imparare a essere padre da capo. Portavo
con me il silenzio del deserto, le voci dei camerati, e la consapevolezza che
la distanza più grande non è quella tra i continenti, ma quella che si apre tra
chi parte e ciò che lascia. Da allora, ogni volta che guardo una fotografia di
quei giorni, rivedo non solo la missione, ma la fragile grandezza dell’essere
umano quando serve qualcosa di più grande di sé.
Zanitti Antonello Messenio, 1964, Esercito Italiano,
Divisione “Mantova”, Chief G5 nella Multinational Division South-East in IRAQ, ottobre
2003 – marzo 2004, Tenente Colonnello.
domenica 30 novembre 2025
David Laterza. “Il terrorismo contemporaneo agevolato dall’uso del web. Il fenomeno degli attacchi all’arma bianca” Premessa
Tesi di Laurea.
M a s t e r in Terrorismo e Antiterrorismo Internazionale Obiettivi, Piani e Mezzi
“Il terrorismo contemporaneo agevolato dall’uso del web.
Il fenomeno degli attacchi all’arma bianca”
David Laterza
Anno Accademico 2022 - 2023
P R E M E S S A
Questo elaborato, incentrato sul tema del terrorismo contemporaneo, si pone l’obiettivo di sensibilizzare il lettore su quanto le nuove tecnologie che caratterizzano la 5^ dimensione del cyberspazio, possano contribuire nella progettazione e realizzazione dell’atto terroristico.
Dopo aver tentato di definire il concetto di terrorismo, degli scopi e relativi obiettivi, ripercorrendo alcuni periodi storici caratterizzati dall’utilizzo di varie armi per il compimento dell’atto, si pone l’attenzione qu quella che si ritiene possa costituire una delle minacce più rilevanti in Italia sul fronte del terrorismo ideologico-religioso contemporaneo, ossia sul fenomeno ritenuto attuale degli attacchi all’arma bianca, messi in atto da lupi solitari.
Che rapporto hanno i media con il terrorismo e come sarà possibile fronteggiare questa minaccia nel prossimo futuro, nella consapevolezza che il presente è caratterizzato una dipendenza sempre maggiore dalla rete internet che riesce a propagandare in pochi istanti ogni tipo di informazione a livello globale?
Attraverso l’analisi di vari studi condotti sulle caratteristiche delle varie tipologie e forme e di attacchi terroristici evidenziatisi anche dopo l’11.09.2001, la consultazione di elaborati e report statistici sugli attacchi compiuti nel XXI° secolo prevalentemente in Europa, ci si pone l’obiettivo di fornire eventuali spunti per l’adozione, almeno in ambito nazionale, di strategie di prevenzione o strumenti di contrasto, anche legislativi, contribuendo così ad innalzare il livello di percezione della sicurezza pubblica e quindi la fiducia verso le istituzioni.
I Limiti temporali di questo elaborato vanno dalla Grecia Antica all’epoca attuale, attraverso le varie tipologie di armi utilizzate dal “braccio armato” in vari attacchi nelle varie età, sino ad arrivare all’epoca recente. I limiti spaziali attraversano il Medio Oriente, l’Estremo Oriente sino ad arrivare in Europa, territorio colpito anche recentemente con l’utilizzo di nuove forme e tecniche che caratterizzano il terrorismo contemporaneo.
La tesi è consultabile previa autorizzazione dell'Autore presso la EMEROTECA del CESVAM
giovedì 20 novembre 2025
Tesi di Laurea. Daniele Muzzioli. Dal Terrorismo al conflitto ibrido: l'evoluzione dell'ISIS. Indice Premessa
Master di I Livello in “Terrorismo e Antiterrorismo Internazionale. Obiettivi, Piani e Mezzi”
Dal terroriismo al confliitto ibrido::
l’’evoluzione militare dii ISIS
Daniele MUZZIOLI Gen. Prof. Massimo COLTRINARI
ANNO ACCADEMICO 2021/2022
INDICE
Premessa pag. 4
Introduzione pag. 5
Capitolo I – Genesi dello “Stato Islamico”: obbiettivi e piani
Lo scenario di riferimento pag. 6
Islamismo, jihadismo, salafismo pag. 11
Nascita, evoluzione e capi dell’organizzazione pag. 15
Fondamenti ideologico-religiosi ed obbiettivi politici pag. 21
La strategia perseguita nel tempo pag. 27
Capitolo II – Il terrorismo: l’arma di “Al-Qāʿida in Iraq”
L’organizzazione di “Al-Qāʿida in Iraq” nel 2006 pag. 40
Il concetto operativo di “Al-Qāʿida in Iraq” pag. 44
TTPs di “Al-Qāʿida in Iraq” pag. 48
Capitolo III – Il conflitto ibrido: il salto qualitativo di ISIS
La struttura organizzativa paramilitare di ISIS pag. 54
I nuovi concetti operativi sviluppati da ISIS pag. 65
TTPs di ISIS pag. 69
Capitolo IV – La “via della guerra” dello “Stato Islamico”
Cases studies offensivi di particolare rilevanza pag. 81
Le peculiarità militari dello “Stato Islamico” pag. 87
Conclusione pag. 90
Glossario degli acronimi pag. 91
Appendice cartografica pag. 92
Bibliografia e Sitografia pag. 101
PREMESSA
La tesi ha lo scopo di presentare il processo evolutivo che venne compiuto, sotto l’aspetto
paramilitare, dall’organizzazione non-statale autoproclamatasi “Stato Islamico”1 (meglio
conosciuta dall’opinione pubblica e dai mass media occidentali con l’acronimo di “ISIS”2),
processo che si sviluppò nell’ambito delle violente insorgenze irachena, prima, e siriana, poi
(per una definizione più puntuale del soggetto trattato, si rimanda al seguente “Capitolo I”).
Nello specifico, la tesi si pone l’obbiettivo di descrivere ed analizzare, da un punto di vista
operativo e tecnico-militare, la metamorfosi strutturale attuata dallo “Stato Islamico”: ovvero
come un gruppo terroristico, non particolarmente cospicuo in termini numerici ed attivo
all’interno di uno scenario assai variegato e complesso quale era l’insorgenza irachena, in
circa un decennio sia riuscito a trasformarsi in un aggressivo attore parastatale, capace di
controllare effettivamente un territorio così esteso e di contrapporsi, efficacemente e per
diverso tempo, a preponderanti forze armate convenzionali. Conseguentemente, il fulcro della
tesi è incentrato sull’esaminare strategia, organizzazione, tattiche, tecniche e procedure
operative, progressivamente implementate dalla componente militare del gruppo nel corso
degli anni, senza troppo addentrarsi nell’analisi delle peculiari dinamiche sociali, economiche,
politiche o geopolitiche del contesto mediorientale (aspetti sicuramente altrettanto importanti
ma che, per la loro complessità e vastità, meriterebbero interi studi appositamente dedicati).
Circa i limiti spaziali dell’argomento in oggetto, considerando quanto sopra espresso, questi
interessano in maniera pressoché esclusiva il territorio iracheno (principalmente) e siriano
(secondariamente), con contenuti accenni al network globale dello “Stato Islamico” ed agli
attacchi terroristici sul suolo europeo (funzionali, più che altro, alla propaganda ed alla
strategia comunicativa dell’organizzazione, che non ad un vero disegno operativo dai risvolti
pratici, nonostante la loro brutalità e il devastante impatto psicologico sulla popolazione
occidentale). Per quanto riguarda la delimitazione temporale, le vicende trattate si sviluppano
sostanzialmente tra il 2003 ed il 2017 (con minimi cenni alla situazione nel lustro seguente).
La struttura della tesi tende a rispettare un ordine cronologico, riferito al periodo appena
citato: fa eccezione parte del “Capitolo I” che, volendo agevolare la lettura già presentando a
premessa obbiettivi e strategia dello “Stato Islamico” declinati nel tempo, necessariamente
avrà un respiro maggiormente ampio e, a tratti, anticipatorio delle analisi successive.
1 Pur avendo scelto, per il titolo della tesi, l’appellativo maggiormente evocativo tra tutti quelli man mano
adoperati dal gruppo (ovvero, “ISIS”), all’interno del testo si cercherà di utilizzare sempre l’esatta
denominazione dell’organizzazione, con riferimento a quella in vigore nel momento contingente.
2 “Islamic State of Iraq and Syria” è la traduzione, in lingua inglese, della denominazione adottata dal gruppo nel
biennio 2013-2014 e che lo contraddistingueva al momento in cui irruppe nello scenario mondiale.
La tesi è consultabile, previa autorizzazione dell'Autore, presso la EMEROTECA DEL CESVAM




