Blog di sviluppo per l'approfondimento della Geografia Politica ed Economica attraverso immagini, cartine, grafici e note.Atlante Geografico Statistico Capacità dello Stato.Parametrazione a 100 riferito al Medio Oriente. Spazio esterno del CESVAM - Istituto del Nastro Azzurro. (info:centrostudicesvam@istitutonastroazzurro.org)
giovedì 30 aprile 2020
venerdì 24 aprile 2020
mercoledì 15 aprile 2020
venerdì 3 aprile 2020
Iran: l'organizzazine della difesa strategica
Fontelimes, LIMES, RIVISTA DI GEOPOLITICA
Info: ilmioabbonamento.it
La carta mostra le difese strategiche dell'IRAN. Lo stretto di Hormuz è difeso sulla costa iraniana da mine marine e vi sono reparti di incursori con motocannoniere e sottomarini per attaccare le navi della flotta Usa o qualsia altra nave per rappresaglia. I Missili sono per lo più posizionati per attacchi di torzione contro Israele, mentre l'Iran può ricorre ad attacchi tramite gli sciti in Baherein e nel Golfo persico ed in Afganistan . Le città, i siti nucleair i terminali e le raffinerie sono protetti da batterie antiaeree.Aree critiche per la presenza di minoranze curde, turkmene arabe e baluci sono indicati dai cerchi.
Info: ilmioabbonamento.it
La carta mostra le difese strategiche dell'IRAN. Lo stretto di Hormuz è difeso sulla costa iraniana da mine marine e vi sono reparti di incursori con motocannoniere e sottomarini per attaccare le navi della flotta Usa o qualsia altra nave per rappresaglia. I Missili sono per lo più posizionati per attacchi di torzione contro Israele, mentre l'Iran può ricorre ad attacchi tramite gli sciti in Baherein e nel Golfo persico ed in Afganistan . Le città, i siti nucleair i terminali e le raffinerie sono protetti da batterie antiaeree.Aree critiche per la presenza di minoranze curde, turkmene arabe e baluci sono indicati dai cerchi.
mercoledì 25 marzo 2020
Siria. il nord-est: un nuovo stato?
Fonte: LIMES, rivista di geopolitica
indo:www.ilmioabbonamento.it
La carta mostra il nord-est della Siria il cui destino è incerto. I governativi non hanno la forza per conquistare tutto il territorio che ritengono siriano e si sono fermate al di qua dell'Eufrate (area rossa) Rimane a nord-ovest di Tabaqa un territorio in a allo Stato Islamico. Al di la dell'Eufrate(colore verde) il territorio è controllato da Forze democratiche siriane, ala siriana del PKK. Lungo il confine con la Turchia nella parte settentrionale vi è una fascia sotto il diretto ed indiretto controllo dell'Esercito turco. Interessante notare che lungo il confine tra la Turchia, iniziando da est, sul fiume Tigri andando verso occidente vi è una massiccia presenza russa, che hanno una base a Qamsli
indo:www.ilmioabbonamento.it
La carta mostra il nord-est della Siria il cui destino è incerto. I governativi non hanno la forza per conquistare tutto il territorio che ritengono siriano e si sono fermate al di qua dell'Eufrate (area rossa) Rimane a nord-ovest di Tabaqa un territorio in a allo Stato Islamico. Al di la dell'Eufrate(colore verde) il territorio è controllato da Forze democratiche siriane, ala siriana del PKK. Lungo il confine con la Turchia nella parte settentrionale vi è una fascia sotto il diretto ed indiretto controllo dell'Esercito turco. Interessante notare che lungo il confine tra la Turchia, iniziando da est, sul fiume Tigri andando verso occidente vi è una massiccia presenza russa, che hanno una base a Qamsli
mercoledì 18 marzo 2020
mercoledì 11 marzo 2020
Siria: la guerra nel suo quadro generale
Fonte: LIMES rivista di geopolitica
Info: www.ilmioabbonamento.it
La carta mostra il quadro generale della guerra di Siria. La Siria all'inizio del 2020 aveva il suo territorio controllato dalle forze lealiste, ovvero il Governo di damasco, forze lealiste ch comprendono forze governative, milizie siriane filogovernative, milizie scite libanesi, irachene ed afgane, pasdaran, militari e contractor russi (area rossa). Dalle forze democratiche siriane, ala sinistra del PKK, nel nord este( area verde chiaro): Dall'esercito turco, area verde scuro, nel nord della Siria sul confine della Trchia. Miliziani vicini alla Turchia, distretto di Idlib, area arancione: Dallo Stato Islamico, area viola scuro ed infine un territorio di sicurezzasul confine meridionale sotto controllo degli Stati Uniti con la base di Tanf.
Info: www.ilmioabbonamento.it
La carta mostra il quadro generale della guerra di Siria. La Siria all'inizio del 2020 aveva il suo territorio controllato dalle forze lealiste, ovvero il Governo di damasco, forze lealiste ch comprendono forze governative, milizie siriane filogovernative, milizie scite libanesi, irachene ed afgane, pasdaran, militari e contractor russi (area rossa). Dalle forze democratiche siriane, ala sinistra del PKK, nel nord este( area verde chiaro): Dall'esercito turco, area verde scuro, nel nord della Siria sul confine della Trchia. Miliziani vicini alla Turchia, distretto di Idlib, area arancione: Dallo Stato Islamico, area viola scuro ed infine un territorio di sicurezzasul confine meridionale sotto controllo degli Stati Uniti con la base di Tanf.
mercoledì 4 marzo 2020
Siria: Idlib e i suoi contendenti
Fonte: LIMES, Rivistageopolitica
Info: www.ilmioabbonamento.it
La Regione di Idlib nel nord della Siria vede in confronto turkia e Russia, come attori esterni, e fra i Governativi e i Ribelli, sul fronte interno. Il Quartier generale delle forze russia in Siria è a Humaymin, i Russi sono preseti ad Aleppo e Hama. I Governativi sono arrivati a Saragib, conquistanto in pratica tutto il settore sud. I Turchi sono sulla difensiva mente i Governativi sono protesi a portare tutto il controllo sulla regione.
Info: www.ilmioabbonamento.it
La Regione di Idlib nel nord della Siria vede in confronto turkia e Russia, come attori esterni, e fra i Governativi e i Ribelli, sul fronte interno. Il Quartier generale delle forze russia in Siria è a Humaymin, i Russi sono preseti ad Aleppo e Hama. I Governativi sono arrivati a Saragib, conquistanto in pratica tutto il settore sud. I Turchi sono sulla difensiva mente i Governativi sono protesi a portare tutto il controllo sulla regione.
venerdì 28 febbraio 2020
Siria. La conquista ( o la perdita) di Saraqeb.
Il 6 febbraio le forze governative hanno conquistato la città di Saraqeb. L'importanza di questa città sta nel fatto che è alla intersezione di due grandi autostrade: la M5 che collega la capitale politica, Damasco con la capitale economica, Aleppo, e la M4 che unisce le provincie di Lattakia e Aleppo, cioè l'ovest e l'est della Siria. La Turchia aveva organizzato quattro posti di osservazione attorno a Saraqueb, per cercare di impedire la conquista da parte dei filo governativi della città.
venerdì 21 febbraio 2020
Cipro. I Dati del Military Balance. 2019 Quadro generale
Cyprus CYP
Capabilities
The National Guard is focused on protecting the island’s territorial integrity and sovereignty, and safeguarding Cyprus’s EEZ. Its main objective is to deter any Turkish incursion, and to provide enough opposition until military support can be provided by Greece, its primary ally. Cyprus has been enhancing its defence cooperation with Greece, including on cyber defence. Nicosia has also pledged deeper military ties with Israel, while France has renewed and enhanced its defence-cooperation agreement with Cyprus, with plans to develop facilities for French vessels on the island. Having reduced conscript liability in 2016, Nicosia began recruiting additional contract-service personnel, as part of the effort to modernise and professionalise its forces. Cyprus exercises with several international partners, most notably France, Greece and Israel. External deployments have been limited to some officers joining EU and UN missions. Cyprus has little logistics capability to support operations abroad. Equipment comprises a mix of Soviet-era and modern European systems. Cyprus has little in the way of a domestic defence industry, with no ability to design and manufacture modern equipment. The government is looking for opportunities to cooperate with the Greek defence industry.
ACTIVE 15,000 (National Guard 15,000)
Paramilitary 750 Conscript liability 14 months
RESERVE 50,000 (National Guard 50,000) Reserve service to age 50 (officers dependent on rank; military doctors to age 60)
Fonte: Yhe Military Balance, 2019, London IISS
2017 2018 2019
GDP € 19.2bn 20.2bn US$ 21.7bn 24.0bn per capita
US$ 25,380 27,865
Growth % 3.9 4.0
Inflation % 0.7 0.8
Def bdgt € 352m 352m 357m
US$ 397m 417m
US$1=€ 0.89 0.84
Population 1,237,088
Age 0–14 15–19 20–24 25–29 30–64 65 plus
Male 8.0% 3.1% 4.4% 4.8% 25.5% 5.2%
Female 7.6% 2.7% 3.6% 4.0% 24.2% 6.9%
Capabilities
The National Guard is focused on protecting the island’s territorial integrity and sovereignty, and safeguarding Cyprus’s EEZ. Its main objective is to deter any Turkish incursion, and to provide enough opposition until military support can be provided by Greece, its primary ally. Cyprus has been enhancing its defence cooperation with Greece, including on cyber defence. Nicosia has also pledged deeper military ties with Israel, while France has renewed and enhanced its defence-cooperation agreement with Cyprus, with plans to develop facilities for French vessels on the island. Having reduced conscript liability in 2016, Nicosia began recruiting additional contract-service personnel, as part of the effort to modernise and professionalise its forces. Cyprus exercises with several international partners, most notably France, Greece and Israel. External deployments have been limited to some officers joining EU and UN missions. Cyprus has little logistics capability to support operations abroad. Equipment comprises a mix of Soviet-era and modern European systems. Cyprus has little in the way of a domestic defence industry, with no ability to design and manufacture modern equipment. The government is looking for opportunities to cooperate with the Greek defence industry.
ACTIVE 15,000 (National Guard 15,000)
Paramilitary 750 Conscript liability 14 months
RESERVE 50,000 (National Guard 50,000) Reserve service to age 50 (officers dependent on rank; military doctors to age 60)
Fonte: Yhe Military Balance, 2019, London IISS
venerdì 14 febbraio 2020
La situazione sul terreno nel nord della Siria
Le aree versi sono territori in mano ai ribelli siriani sostenuti dalla Turchia; le aree marroni sono territori controllati da jihadisti e ribelli. L'area rosa sono territori sotto il controllo del Governo di Damasco, l'area rossa sono territori sotto il controllo dei Curdi siriani.
Le palline indicano le postazioni militari: quelle rosse, sono postazioni russe, quella azzurre sono postazioni iraniane, quelle verdi sono postazioni turche.
Le palline indicano le postazioni militari: quelle rosse, sono postazioni russe, quella azzurre sono postazioni iraniane, quelle verdi sono postazioni turche.
venerdì 7 febbraio 2020
giovedì 30 gennaio 2020
Siria. Damasco Avanza
Il 29 gennaio le forze del governo centrale hanno conquistato la città di Maaret al Numan, nella provincia di Idlib, che rappresentava l'ultima città in mano alle forze ribellistiche dell'opposizione. Nel 2011 questa città era stata una delle prime a ribellarsi al governo centrale; la sua posizione è importante in quanto ha valore strategico essendo sulla autostrada Damasco-Aleppo. La conseguenza di questa conquista è che migliaia di persone sono fuggite verso la Turchia, creando ulteriore pressioni verso il confine turco
martedì 21 gennaio 2020
Iraq: di chi sono?
L'IRAQ NON è UNO SOLO
FONTE della Carta: LIMES. rivista di geopoliticainfo:www.il mio abbonamento.it
All'inizio del 2020 il nord dell'Iran è contesto dai Curdi iraniani,Isis, governativi e milizie pro-iraniane, mentre area gialla tratteggiata dovrebbe far parte del futuro Kurdistan. Al centro l'area tratteggiata a righe rosse è sotto il controllo Pmf pro-iraniane. L'Area rosso scuro lungo i confini orientali sotto il controllo di Qarah Tapah, che sono turcomanni sciiti. Larea azzurra Khanagin-Mandali, sotto il controllo Pmf pro iraniane. Area verde è contesa tra Pmf pro-iraniane, manifestanti e governativi. Area grigio scura sotto il controllo dell'Isis.
martedì 14 gennaio 2020
domenica 12 gennaio 2020
Master 1° Livello UNICUSANO Roma Bando
MASTER DI I LIVELLO
IN
POLITICA MILITARE
COMPARATA DAL 1945 AD OGGI
DOTTRINA, STRATEGIA,
ARMAMENTI
(1500 h – 60 CFU)
Anno
Accademico 2019/2018
I
edizione – I sessione
ART. 1 – ATTIVAZIONE
L’università
degli studi Niccolò Cusano – Telematica
Roma, in partnership con l’Istituto
del Nastro Azzurro e il CeSVaM (Centro
Studi sul Valore Militare) propone il master di I livello in “POLITICA
MILITARE COMPARATA DAL 1945 AD OGGI. DOTTRINA,STRATEGIA, ARMAMENTI” afferente
alla facoltà di Scienze Politiche per l’anno accademico 2019/2020 della durata
di 1500 ore per 60 CFU complessivi.
Agli
iscritti che avranno superato le eventuali prove di verifica intermedia e la
prova finale verrà rilasciato il diploma di master di I livello in“POLITICA
MILITARE COMPARATA DAL 1945 AD OGG. DOTTRINA,STRATEGIA, ARMAMENTI”
Art. 2 – OBIETTIVI
Il master si rivolge prevalentemente alle seguenti
categorie:
¾
Appartenenti alle forze armate (Esercito,
Marina, Aeronautica,);
¾
Appartenenti alle Forze dell’ordine
(Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di Finanza ed altre);
¾
Insegnanti di scuola media superiore;
¾
Funzionari pubblici;
¾
Ricercatori, studiosi e cultori di materie
geografiche, politiche, militari e strategiche;
¾
Laureati in materie umanistiche e
giuridiche;
¾
Soci del Nastro Azzurro, dell’UNUCI e
delle associazioni combattentistiche ed arma.
Il master si propone di fornire ai partecipanti le
conoscenze riguardanti un approccio interdisciplinare alla interpretazione e
alla ricostruzione scientifica dello
svolgersi della politica militare nei vari paesi in particolare l’Italia e il
contesto euroatlantico..
ART.3
- DESTINATARI E AMMISSIONE
Per
l’iscrizione al Master è richiesto il possesso di almeno uno dei seguenti
titoli:
1)
laurea conseguita secondo gli ordinamenti didattici precedenti il decreto
ministeriale
3 novembre 1999 n. 509;
2)
lauree ai sensi del D.M. 509/99 e ai sensi del D.M. 270/2004;
3)
lauree specialistiche ai sensi del D.M. 509/99 e lauree magistrali ai sensi del
D.M.
270/2004;
I
candidati in possesso di titolo di studio straniero non preventivamente
dichiarato equipollente da parte di una autorità accademica italiana, potranno
chiedere al Comitato Scientifico il riconoscimento del titolo ai soli limitati
fini dell’iscrizione al Master. Il titolo di studio straniero dovrà essere
corredato da traduzione ufficiale in lingua italiana, legalizzazione e
dichiarazione di valore a cura delle Rappresentanze diplomatiche italiane nel
Paese in cui il titolo è stato conseguito.
I
candidati sono ammessi con riserva previo accertamento dei requisiti previsti
dal bando.
I
titoli di ammissione devono essere posseduti alla data di scadenza del termine
utile per la presentazione per le domande di ammissione.
L’iscrizione
al Master è incompatibile con altre iscrizioni a Corsi di laurea, master,
Scuole di specializzazione e Dottorati.
Art.
4 – DURATA, ORGANIZZAZIONE DIDATTICA, VERIFICHE E PROVA FINALE
Il Master ha durata
annuale pari a 1500 ore di impegno complessivo per il corsista,
corrispondenti a 60 cfu.
Il Master si svolgerà in modalità e-learning con piattaforma accessibile 24
h\24h.
Il
Master è articolato in :
-
lezioni
video e materiale fad appositamente
predisposto;
-
eventuali
test di verifica di autoapprendimento
Tutti coloro che risulteranno
regolarmente iscritti al Master dovranno sostenere un esame finale che
accerti il conseguimento degli obiettivi proposti presso la sede dell’Università sita in Roma – Via Don Carlo Gnocchi 3.
I lavori finali dei corsisti più meritevoli previa
segnalazione della Commissione d’Esame, saranno pubblicati, dopo accurata
revisione editoriale, sulla rivista trimestrale “Quaderni del Nastro Azzurro”.
Per ogni sessione di tesi il corsista o i corsisti che si
classificheranno con votazione massima riceveranno dalla Presidenza del Nastro Azzurro un attestato di
benemerenza.
Art. 5 - ORDINAMENTO DIDATTICO
Il percorso del Master prevede i
seguenti insegnamenti così articolati:
Richiami di Geografia Politica ed Economica, Gli Stati. Analisi
parametrale, Dottrine Strategiche, Elementi di Strategia, I Fondamenti della
Politica. Riflessioni su: L’arte della Guerra di N. Macchiavelli, Guerra Fredda
e divisione dell’Europa, Proliferazione nucleare, Politiche di riamo del dopoguerra,
Politiche di stabilizzazione, Missioni di pace, Cooperazione civile-militare,
Modelli di difesa in Italia dagli anni ’80, Il capitale Umano della Difesa,
Logista militare Italiana, Difesa antimissili, Tecnologia ed Arte militare.
Armamenti terrestri, navali, aere (Case Study: Industria della Difesa), La
geografia degli armamenti. Analisi del Military Balance 2019.
Art. 6 - DOMANDA
DI ISCRIZIONE
Insieme alla domanda di iscrizione, redatta secondo apposito modello e
scaricabile dal sito www.unicusano.it, i candidati, pena l’esclusione dall’ammissione, dovranno produrre i
seguenti documenti:
·
dichiarazione sostitutiva di certificazione (ai sensi del D.P.R. del 28
dicembre 2000 n. 445 art. 46) dei titoli di studio posseduti;
·
copia di un documento di identità personale in corso di validità;
·
copia del bonifico della prima rata;
·
copia del Codice Fiscale;
·
marca da bollo da € 16,00.
·
tesserino di servizio o
autodichiarazione se aventi diritto ad agevolazione economica
I cittadini non comunitari residenti all’estero potranno presentare la
domanda tramite le Rappresentanze diplomatiche italiane competenti per
territorio che, a loro volta, le provvederanno ad inviarle all’Università
allegando il titolo di studio straniero corredato di traduzione ufficiale in
lingua italiana, legalizzazione e dichiarazione di valore.
Oltre alla suddetta documentazione, i cittadini non comunitari residenti
all’estero, dovranno presentare alla Segreteria Generale il permesso di
soggiorno rilasciato dalla Questura in unica soluzione per il periodo di almeno
un anno; i cittadini non comunitari residenti in Italia dovranno presentare il
permesso di soggiorno rilasciato per uno dei motivi indicati al’articolo 39,
quinto comma, del D.L.vo n. 286 del 25.7.1998 (ossia per lavoro autonomo,lavoro
subordinato, per motivi familiari, per
asilo politico, per asilo umanitario, o per motivi religiosi).
Tale documentazione dovrà essere presentata personalmente o inviata a
mezzo raccomandata A.R. (farà fede il timbro postale dell’ufficio accettante),
al seguente indirizzo:
Università degli Studi Niccolò Cusano- Telematica Roma
Segreteria Generale Master
Via don Carlo Gnocchi, 3
00166 Roma.
I
Art. 7 - QUOTA
DI ISCRIZIONE
Il costo annuo del
Master è di € 1.500,00 (millecinquecento/00), la quota verrà versata in
quattro rate di pari importo (€ 750,00 ciascuna) da corrispondersi secondo la scadenza che sarà indicata dalla
Segreteria Master successivamente alla chiusura delle iscrizioni.
Art. 8 – SCONTI E AGEVOLAZIONI
E’ prevista una quota
d’iscrizione ridotta, pari a €
1.100,00 (millecento/00) per le seguenti
categorie:
-
Laureati Unicusano
-
Militari
-
Insegnanti
-
Funzionari pubblici
-
Forze dell’Ordine
-
Soci del Nastro
Azzurro e dell’UNUCI
Il versamento della quota d’iscrizione,
suddiviso in quattro rate mensili
(ciascuna da € 275,00 (duecentosettantacinque/00) dovrà essere versata
secondo la modalità descritta all’art. 7.
Per poter usufruire della suddetta agevolazione è
necessario allegare alla domanda d’iscrizione opportuna
certificazione/autocertificazione attestante l’appartenenza alla categoria
beneficiaria dell’agevolazione economica
Art. 9 – SCADENZE
20 febbraio 2020
Art. 10 – COMMISSIONE
D’ESAME
Il Coordinatore del Corso è
nominato dal Comitato Tecnico Organizzatore e allo stesso è demandata la nomina
della Commissione d’esame finale che sarà composta da 5 componenti e potrà
operare validamente con la presenza di almeno tre Commidomenica 5 gennaio 2020
venerdì 27 dicembre 2019
Master 1° Livello UNICUSANO Roma Area Forze Armate
MASTER DI I LIVELLO
POLITICA MILITARE
COMPARATA DAL 1945 AD OGGI
Dottrina, Strategia,
Armamenti
Obiettivi e sbocchi professionali
Approfondimenti specifici caratterizzanti le peculiari
situazioni al fine di fornire un approccio interdisciplinare alle relazioni
internazionali dal punto di vista della politica militare, sia nazionale che
comparata. Integrazione e perfezionamento della propria preparazione sia
generale che professionale dal punto di vista culturale, scientifico e tecnico
per l’area di interesse.
Destinatari e Requisiti
Appartenenti alle Forze Armate, appartenenti alle Forze
dell’Ordine, Insegnanti di Scuola Media Superiore, Funzionari Pubblici e del
Ministero degli Esteri, Funzionari della Industria della Difesa, Soci e
simpatizzanti dell’Istituto del Nastro Azzurro, dell’UNUCI, delle Associazioni
Combattentistiche e d’Arma, Cultori della Materia (Strategia, Arte Militare,
Armamenti), giovani analisti specializzandi comparto geostrategico, procurement
ed industria della Difesa.
Durata e CFU
1500 – 60 CFU. Seminari facoltativi extra Master. Conferenze
facoltative su materie di indirizzo. Visite facoltative a industrie della
Difesa. Case Study. Elettronic Warfare (a cura di Eletronic Goup –Roma).
Attività facoltativa post master
Durata e CFU
Il Master si
svolgerà in modalità e-learnig con Piattaforma 24h/24h
Costi ed agevolazioni
Euro 1500
(suddivise in due rate); Euro 1100 per le seguenti categorie:
Laureati
UNICUANO, Militari, Insegnanti, Funzionari Pubblici, Forze dell’Ordine
Soci
dell’Istituto del Nastro Azzurro, Soci dell’UNUCI
Possibilità postmaster
Le tesi
meritevoli saranno pubblicate sulla rivista “QUADERNI DEL NASTRO AZZURRO”
Possibilità
di collaborazione e ricerca presso il CESVAM.
Conferimento
ai militari decorati dell’Emblema Araldico
Conferimento
ai più meritevoli dell’Attestato di Benemerenza dell’Istituto del Nastro
Azzurro
Possibilità
di partecipazione, a convenzione, ai progetti del CESVAM
Accredito
presso i principali Istituti ed Enti con
cui il CESVAM collabora
Contatti
06 456 783
dal lunedi al venerdi 09,30 – 17,30 unicusano@master
Direttore del
Master: Lunedi 10,00 -12,30 -- 14,30 -16
ISTITUTO DEL NASTROAZZURRO
UNIVERSITA’ NICCOL0’ CUSANO
CESVAM – Centro Studi sul Valore
Militare www.unicusano.it/master
www.cesvam.org -
email:didattica.cesvam@istitutonastroazzurro.org
venerdì 20 dicembre 2019
giovedì 12 dicembre 2019
giovedì 5 dicembre 2019
mercoledì 20 novembre 2019
martedì 12 novembre 2019
martedì 5 novembre 2019
domenica 27 ottobre 2019
domenica 20 ottobre 2019
sabato 12 ottobre 2019
sabato 5 ottobre 2019
domenica 29 settembre 2019
sabato 21 settembre 2019
sabato 14 settembre 2019
sabato 7 settembre 2019
venerdì 30 agosto 2019
mercoledì 21 agosto 2019
mercoledì 14 agosto 2019
venerdì 9 agosto 2019
giovedì 1 agosto 2019
lunedì 29 luglio 2019
giovedì 25 luglio 2019
I Combattenti Venuti da Fuori 2°
FOREIGN
FIGHTER
I “foreign fighters” hanno una
lunga tradizione nella storia delle guerre, a partire dalle crociate ad oggi.
Il principe turco Orhan I,
comandante di una guarnigione islamica che era in protezione del fianco
meridionale della capitale dell’Impero romano d’Oriente, nei giorni
dell’assedio del maggio 1453, è l’archetipo del foreign fighter. Questi
difatti, non è né un mercenario, né un coscritto, ma uno studioso ed un amante
della civiltà bizantina.
Durante la guerra civile
spagnola[1],
uomini e donne viaggiarono dal Nord e Sud America, Nord-Africa, Europa e
Australia per combattere in entrambi i lati del conflitto. Alcune di queste
persone si unirono a uno dei reparti più famosi, la Brigata Internazionale,
costituita da gruppi di volontari stranieri, in appoggio all'esercito
della seconda repubblica spagnola, per combattere nella guerra civile
spagnola le forze nazionaliste comandate dal Generale Francisco Franco.
Per arrivare ai giorni nostri,
è lecito ricordare che “combattenti stranieri” sono anche i miliziani di
Hezbollah e i volontari iraniani che contrastano Jabat al-Nusra[2] in
Siria. Hezbollah è un’organizzazione libanese di matrice iraniana nata nel 1982
come milizia durante il conflitto del Libano meridionale. I suoi leader si
ispirarono all’Ayatollah Khomeini[3].
La guerra in Afghanistan avvenuta
tra il 1979-1989 è quella che più ha caratteristiche simili a ciò che sta
accadendo attualemente.
Nel contesto della guerra
fredda, l’Afghanistan attuò nel dopoguerra una politica estera distante dai due
blocchi, cercando di ristabilire delle frontiere ufficiali al confine con URSS
e Cina, e al sud con il neonato Pakistan. Dal punto di vista interno
l’instabilità politica provocò numerosi cambi di regime fino a quando l’URSS,
il 27 dicembre del 1979, condusse un intervento militare e impose come primo
ministro B. Karmal[4].
I paesi del blocco
occidentale, “invitarono” gli afghani a dichiarare la “jihad” contro l’invasore
russo, cosicché giovani musulmani provenienti dal Medio-Oriente si recarono in
Afghanistan per combattere una parte di guerra fredda in delega al posto delle
super potenze. Il rappresentante più conosciuto fu Abdullah Azzam[5], che
viene ancora oggi riconosciuto come padre dei combattenti islamici
transnazionali[6]. Gli
oppositori si organizzarono in gruppi armati conosciuti come mujaheddin[7], e al
contempo sostenuti dal presidente statunitense J. Carter che approvò l’invio di
aiuti bellici ed economici a questi gruppi.
I mujaheddin al loro interno
erano composti da un’ala moderata e una fondamentalista, quest’ultima
influenzata dal vicino Pakistan, nella quale fece la sua apparizione O. bin
Laden, tra i maggiori organizzatori e finanziatori di questi combattenti.
La ritirata dell’URSS dopo 10
anni di guerra lasciò quel territorio immerso in una profonda ideologia
jihadista che aprì le porte al regime dei talebani, nel quale individui come
Osama Bin Laden e altri avrebbero vissuto per anni.
Molti uomini di ritorno dalla
jihad afghana crearono il primo nucleo del jihadismo europeo tra la fine degli
anni Ottanta e inizio anno Novanta. Di origine medio-orientale e nord-africana,
dopo aver richiesto asilo politico all’occidente, cominciarono a radicalizzarsi
e a mobilitarsi per essere ingaggiati in azioni violente, usando l’Europa come base
logistica per condurre propaganda, reclutare neofiti, e raccogliere fondi per
le loro attività, osservati con poca attenzione e interesse dall’intelligence
europea.
Questi gruppi dirigevano le
loro attenzioni verso i regimi dei paesi d’origine o Israele, la violenza verso i paesi che li accoglievano
iniziò quando questi gruppi riconobbero i diversi paesi europei come parte
attiva e partecipante dei conflitti nel mondo arabo.
Una nuova fase per il
jihadismo si ebbe a metà degli anni Novanta quando Bin Laden e al-Zawahiri[8]
generarono al-Qaeda in Afghanistan, e l’inizializzazione quindi di un islamismo
paramilitare, sviluppatosi nei campi addestrativi afghani, ceceni, del kashmir,
bosniaci e in alcune moschee europee.
Lo Stato Islamico si sviluppa
nella sua forma primitiva nel 2006 in Iraq conosciuto come ISI (Islamic State
in Iraq) nato dalla successione di AQI (al-Qaeda in Iraq). Il proselitismo
venne incanalato sfruttando il malcontento nei confronti del governo centrale
iracheno, con a capo lo sciita Nuri al-Maliki, accusato di discriminazione nei
confronti della popolazione sunnita, contribuendo all’arruolamento delle
maggiori tribù sunnite irachene alla causa jihadista. Il ritiro delle truppe
statunitensi, deciso dall’ex presidente Barack Obama, avrebbe favorito
l’adesione di ex militari dell’era Hussein alla causa del Califfato, che grazie
al loro addestramento all’uso di sistemi d’arma, alle conoscenze strategiche e
la pianificazione e condotte di operazioni militari avrebbero contribuito ai
rapidi successi militari
Dopo un susseguirsi di leadership
si arriva fino ad Abu Bakr al Baghdadi, che diviene nel 2014 il vero fondatore
del gruppo terroristico in Siria, luogo in cui ISI si estenderà in seguito alla
guerra civile, venendo riconosciuto come ISIS (Islamic State in Iraq and
Siria). Grazie alle sue innumerevoli vittorie militari, tra cui la conquista
delle provincie che costeggiano l’Eufrate, è riuscito a ribaltare i rapporti di
forza con al-Qaeda, disconoscendo la sua originaria forma, e rinnegando le sue
origini jihadiste.
Sin dal principio questo
gruppo ha ricevuto grande consenso e adesioni soprattutto grazie alla sua
capacità propagandistica, sviluppata con strutture concettuali simili a quella
occidentali, pubblicando sui loro canali video in alta definizione e con
tecniche di montaggio affinate, riuscendo a divulgare on-line persino una
rivista, “Dabiq”, che come impaginazione ricorda molto il “Time”. Tutto questo
fa comprendere il grande contributo dei foreign fighter alla causa del Califfato.
In Siria le proteste contro il
Presidente Bashar al-Assad iniziarono il 15 marzo del 2011 a Dar’a, città a sud
di Damasco, in segno di protesta contro un governo che durava da quarant’anni.
In realtà inseriti nella rivolta c’erano anche dei facinorosi che provocarono
violenze e diedero fuoco alla sede del partito Baath. Le rivolte si estesero
fino alle zone rurali dove la presenza dello Stato era meno marcata,
raggiungendo città come Hama, Homs, Deir al-Zor, fino a giungere un anno dopo
anche Damasco, e provocando in totale migliaia di morti.
Le ramificazioni di ISIS
lavorano per esacerbare tensioni settarie esistenti in diverse località
sfruttando governi deboli e politiche economiche fragili. Questo è quello che sta
accadendo in Libia.
[1] Conflitto svoltosi tra il
luglio del 1936 e l’aprile del 1939 tra i nazionalisti fautori
dell’insurrezione militare ai danni della Repubblica spagnola, e i repubblicani
composti da truppe fedeli al Governo legittimo.
[2] Noto come “Fronte del soccorso al popolo della Grande
Siria” è un gruppo armato jihadista salafita nato nel 2012 nel ambito della
guerra civile siriana. Affiliato ad al-Qaeda fino al 2016, quando il loro
leader, al-Jawlani ne annunciò la
scissione.
[3] Capo spirituale e politico iraniano dal 1979 al 1989. Il
suo Governo si ispirava alla religione islamica sciita duodecimana, legato ad
un orientamento fondamentalista; fu lui il fautore della “Rivoluzione Islamica”
che portò alla nascita dei “Pasdaran”
(composta da 120.000 uomini suddivisi in forze di terra, acqua e aria e milizie
volontarie di giovani ragazzi) nati per proteggere questa e assistere i
religiosi, appena giunti al potere, nell’applicazione di nuovi codici e
moralità.
[4] Uomo politico afghano, fondatore del Partito Democratico
Popolare.
[5] Di origine giordano-palestinese, fu uno dei primi ad
elaborare la strategia del jihad moderna, usò l’invasione sovietica
dell’Afghanistan come pretesto per incitare alla guerra santa.
[6]
Attori globali in concorrenza con Stati e istituzioni. Sono non-territoriali e
decentrati, la loro caratteristica è la non-identificabilità, in quanto operano
in segreto e in modo imprevedibile; i loro bersagli sono altresì ignoti.
[7]
Indica il “combattente impegnato nella jihad”.
[8]
Terrorista egiziano, divenuto capo di al-Qaeda inseguito alla morte di O. bin
Laden.
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