lunedì 28 settembre 2020

Il Caucaso: ul altra area instabile che preoccupa.

 

La miccia del Karabakh e la polveriera del Caucaso




Il conflitto che nel Caucaso meridionale si protrae da trent’anni vedendo contrapposti Armenia ed Azerbaigian è entrato in nuova fase attiva nelle ultime settimane. La crisi odierna che riguarda il Nagorno-Karabakh è la più grave dal 1993-94, e in relazione al contesto regionale rischia di aggravarsi ulteriormente.

 

Quella del Nagorno-Karabakh è una delle tante guerre innescate dal crollo dell’Unione Sovietica e dalla sua onda lunga. Tra le ragioni che hanno prodotto questa nuova crisi ci sono sia elementi geopolitici che identitari. Venendo meno il multiculturalismo di cui l’Unione Sovietica si faceva giocoforza garante, le tendenze all’esasperazione identitaria ‒ nazionalista o religiosa ‒ hanno avuto la meglio sulla convivenza pacifica tra culture diverse.

 

Oggi l’Artsakh è una sorta di protettorato armeno de facto indipendente dal 1992, privo di riconoscimento internazionale e rivendicato dall’Azerbaigian. Si trova in territorio quasi del tutto montuoso, con una superficie pari grossomodo a quella dell’Abruzzo, abitato da circa 150 mila persone, in larga maggioranza armeni. Gli azeri, sostenendo le proprie rivendicazioni a partire dall’appartenenza della Repubblica Autonoma del Nagorno-Karabakh alla ex Repubblica Socialista Sovietica dell’Azerbaigian, denunciano che negli ultimi decenni molte famiglie azere siano state allontanate dall’Artsakh. Gli armeni, dal canto loro, sostengono che la cessione dell’Artsakh all’Azerbaigian favorirebbe le strategie panturche conducendo l’Armenia ad un nuovo Medz Yeghern (l’espressione con cui gli armeni si riferiscono al genocidio del 1915-16).

 

Il conflitto tra Armenia ed Azerbaigian si è riacceso a neppure ventiquattro ore dalla conclusione delle esercitazioni “Kavkaz 2020” ‒ svoltesi nella porzione meridionale della Federazione Russa compresa tra il Mar Nero, il Caucaso del Nord ed il Mar Caspio e condotte congiuntamente dalle forze armate russe, cinesi, bielorusse, iraniane, armene, pakistane e birmane: ben 80 mila gli uomini complessivamente impiegati. Negli ultimi mesi la Turchia ha consegnato all’Azerbaigian droni, missili ed altro armamento oltre ad aver organizzato esercitazioni congiunte tra proprie forze armate e quelle di Baku. Circa 1000 miliziani della “divisione Hamza” sarebbero stati trasferiti dalla Siria all’Azerbaigian con il sostegno turco. Questi ultimi, secondo l’ambasciatore armeno a Mosca Vardan Toganian, sarebbero addirittura 4 mila.

 

L’arrivo – ormai accertato – dei miliziani d’ispirazione jihadista rappresenta una questione assai seria. La loro presenza tra le file azere potrebbe rivelarsi un problema per la stabilità dello stesso Azerbaigian, che come la Federazione Russa a partire dagli anni Novanta si è trovato a dover fare i conti con il fenomeno della radicalizzazione islamica. Ad aggravare il quadro, c’è il confine settentrionale con il Daghestan, la turbolenta regione autonoma della Federazione Russa che rimane tutt’oggi una delle regioni della galassia postsovietica più interessate dalla violenza di ispirazione jihadista.

 

L’oltranzismo della Turchia, principale sostenitrice di Baku, sembra addirittura più intransigente di quello azero e nient’affatto propenso al compromesso. L’Armenia, verso Oriente, rappresenta uno dei principali ostacoli ai progetti sulla scorta dei quali si muovono le strategie di Ankara. Al di là delle responsabilità militari di entrambe le parti, l’Armenia si trova in una condizione di oggettivo svantaggio. Con un terzo degli abitanti dell’Azerbaigian – circa 3 milioni contro circa 10 milioni – l’Armenia ha un’economia che vale grossomodo un quarto di quella azera – con un PIL da circa 12 miliardi di dollari contro un PIL da 46 miliardi di dollari.

 

Il neottomanesimo ed il panturchismo che connotano la politica di Erdoğansembrano da leggersi in stretta correlazione con la fase di crisi strategica con cui gli Stati Uniti si trovano a dover fare i conti, soprattutto nel Vicino Oriente. Certamente negli ultimi anni i contrasti tra Ankara e Washington non sono mancati: tuttavia, dal Mediterraneo orientale allo Xinjiang, così come dal Corno d’Africa al Caucaso, le proiezioni di Ankara appaiono complementari alla strategia di contenimento antirussa e anticinese promossa dagli Stati Uniti.

 

Ad apparire verosimile è il nesso tra le nuove tensioni del Caucaso e la strategia di Ankara verso Oriente ‒ “Asia Anew” ‒ presentata lo scorso dicembre dal ministro degli Esteri turco Mevlüt Çavuşoğlu. Lo stesso Çavuşoğlu, alcune settimane fa aveva addirittura ventilato la possibilità di un intervento diretto di Ankara in sostegno alle truppe di Baku.

 

Il significato delle recenti dichiarazioni del segretario di Stato Mike Pompeo in favore di Erevan si può rintracciare nell’intento da parte dell’amministrazione Trump di non mettersi contro la comunità armena presente negli Stati Uniti, specie all’alba della tornata elettorale. Nel disegno strategico di Washington il fattore turco si pone come un elemento di controllo indiretto ‒ sul Mediterraneo, sull’Heartland e sul Rimland ‒ e di pressione sui rivali di Pechino e di Mosca.

 

Il primo cessate il fuoco, mediato dal ministro degli Esteri della Federazione Russa e sottoscritto dai suoi omologhi di Armenia ed Azerbaigian, non ha retto. A distanza di una settimana dall’entrata in vigore del primo, ne è stato sottoscritto un nuovo mediato dal Gruppo di Minsk, la cui tenuta è stata risibile, con reciproci scambi di accuse tra le parti. Dopo di questo, è stato sottoscritto un terzo accordo per il cessate il fuoco, mediato e sostenuto dagli Stati Uniti ed entrato in vigore dalla mattina del 26 ottobre.

 

Per Mosca la necessità di mantenere una sostanziale equidistanza tra Baku ed Erevan è più complicata che negli scorsi decenni. E non solo per il cordone ombelicale che lega l’Armenia alla Federazione Russa o per la presenza stabile di migliaia di militari russi in territorio armeno.

Nel nuovo Grande gioco per l’egemonia sul Caucaso e sull’Asia Centrale pesano il ruolo degli attori regionali – come la Turchia – così quello delle altre crisi postsovietiche – Bielorussia, Ucraina e Kirghizistan – che Mosca si trova a dover fronteggiare simultaneamente.

 

Mancando i presupposti concreti per una soluzione politica, la risoluzione del conflitto del Karabakh resta lontana. Mentre sul fronte del Karabakh si continuano a registrare combattimenti si attende un nuovo vertice moscovita tra il primo ministro armeno Nikol Pashinyan e quello azero Ilham Aliyev, a cui starebbe lavorando la diplomazia del Cremlino.

domenica 20 settembre 2020

UN conflitto a bassa intensita che riprende vigore

 


Nagorno Karabakh: la scintilla che infiamma il Caucaso meridionale

 

Il 27 settembre sono ripresi gli scontri armati tra Armenia e Arzebagian lungo la linea di contatto tra il Nagorno-Karabakh e l'Azerbaigian. L’enclave del Nagorno-Karabakh (Il termine nagorno significa montuoso in lingua russa; kara vuol dire nero in turco, mentre bağ significa sia giardino in persiano che vite in turco), e’ situata all’interno del territorio dell’Azerbaigian con un estensione di 11.500  chilometri quadrati ed una popolazione di circa 140.000 abitanti tra armeni cristiani e turchi azeri. La storia del Nagorno-Karabakh e’ recente, a seguito della fine della guerra russo-persiana del 1804-1813  e del trattato di pace stipulato tra l'impero russo e l'impero persiano firmato il 24 ottobre 1813 nel villaggio di Golestan, nel Karabakh la Persia cedette la provincia di Arran ai Russi, ponendo le basi della formazione dell’attuale Repubblica dell’Azerbaigian. Dopo la rivoluzione russa del 1917, il Karabakh fu inglobato nella Federazione Transcaucasica, che ben presto si divise tra Armenia, Azerbaigian e Georgia. Il territorio del Nagorno Karabakh venne rivendicato sia dagli armeni (che all'epoca costituivano il 98% della popolazione) sia dagli azeri e per volere di Stalin, dopo la conquista bolscevica del 1920, il territorio venne assegnato all'Azerbaigian,  il governo sovietico la istituì come oblast autonomo a maggioranza armena e il Nagorno-Karabakh divenne così un'enclave di minoranza all'interno dell'Azerbaigian. Nel febbraio del 1988, il Parlamento del Karabakh decise di chiedere l’annessione all’Armenia; con il crollo dell’Unione Sovietica le violenze aumentarono, il 2 settembre 1991, la regione si autoproclamò indipendente e, il 10 dicembre 1991, ci fu un referendum a cui seguì un conflitto che arrivò ad un momentaneo accordo di cessate il fuoco il 12 maggio 1994 ed agli armeni rimase il controllo del Karabakh. L'autoproclamata Repubblica del Nagorno-Karabakh ha dichiarato la sua indipendenza all'inizio del 1992 e da allora ha tenuto diverse elezioni indipendenti, nonché un referendum del 2006 che ha approvato una nuova costituzione. L'Azerbaigian ha dichiarato queste azioni illegali secondo il diritto internazionale e ad oggi l'indipendenza dell'autoproclamata nazione enclave non è stata riconosciuta a livello internazionale.

Quella odierna è senza dubbio una fase molto pericolosa del conflitto che in una settimana ha avuto una preoccupante escalation con bombardamenti e lancio di missili e un numero crescente del numero dei morti e feriti. Da sottolineare inoltre le posizioni di Turchia e della Russia alla luce del sostegno della Turchia all'Azerbaigian e della Russia che mantiene un’alleanza militare con l’Armenia, dove esiste una base russa. Sostenendo con forza l’Azerbaigian, la Turchia potrebbe cambiare gli equilibri e costringere la Russia a farsi coinvolgere più di quanto non vorrebbe.

Con una posta in gioco alta così alta, le Nazioni Unite hanno tenuto una riunione di emergenza sulla questione e sono già in corso contatti diplomatici separati tra i belligeranti e Russia, Turchia e altri. Da considerare che anche qualora si raggiungesse un cessate il fuoco, rimarrebbe il problema di come risolvere una questione che coinvolge profondamente le identità sia degli armeni che degli azeri.

 

Antonio Trogu    trogant@libero.it

 

domenica 6 settembre 2020

Report 2019-2020 Blog Medio Oriente

deserto in Istraele


www. coltrinariatlantemediooriente.blogspot.com
Blog di sviluppo per l'approfondimento
 della Geografia Politica ed Economica
 attraverso immagini, cartine, grafici e note.
Atlante Geografico Statistico Capacità dello Stato.
Parametrazione a 100 riferito agli Stati ed alle
 situazioni del Medio Oriente.
 Si è inserito nel contesto del master di 1° Livello in
 Politica Militare Comparata. dal 1960 ad oggi
 Riporta dalla primavera 2020 temi che possono essere utilizzati come materiali per tesi di laurea ed 
indicazioni delle fonti
Spazio esterno del CESVAM - Istituto del Nastro Azzurro.
Aperto nel 2008, ha un totale di  visitatori al 30 settembre 2018,
4741 al febbraio 2019
 mentre nel febbraio 2020 si attestava su 5050
 ed ad agosto 2020 su 6979 accessi
 con una media mensile che oscilla tra i 50 ed i 70 visitatori.

Sono stati pubblicati 325 post.
Come utenza, vi sono accessi dagli Stati Uniti e dalla germania

mentre sull’ordine delle unità sono i contatti
 dall’ Italia, Francia ed altri paesi europei.
(info:centrostudicesvam@istitutonastroazzurro.org)

Il blog è parte integrabde della piattaforma CESVAM: vdswww.cesvam.org

parte dell'istituto del nastro Azzurro: vdswww.istitutodelnastroazzurro.org


 Il prossimo blog sarà pubblicato il 7 settembre 2020

giovedì 30 luglio 2020

venerdì 10 luglio 2020

Il Medio oriente e le Missioni di Pace italiane

Fonte: Rivista LIMES,
info:www.limesonline.it

 La Carta da un quadro delle missioni militari di pace nel mondo tra cui il medio oriente. Per dati ulyerior  cfr.www.coltrianriatlanteitalia.blogspot.com con post nel mese di luglio 2020. Inoltre consultawww.ministerodifesa.it

venerdì 26 giugno 2020

Il Coronavirus e la Siria

Fonte: www.laciviltàcattolica.it

Articolo di Antonio Spataro S.I.

Sintes: Il coronavirus e la Siria. La possibile emergenza siriana legata al covid-19 che avrebbe caratteristiche non dissimili da quelle di altri paesi sconvolti da lunghissimi conflitti sarebbe di eccezionale gravità per un dato grande drammatico e noto: la distruzione di circa la metà delle  strutture sanitarie e la mancanza di personale medico. Le difese immunitarie di una popolazione che vive all'agghiaccio da mesi evidenzia il ritardo della comunità internazionale nella sue iniziative adeguate; il ritardo potrebbe avere gravissime conseguenze. La crisi legata al virus e quella del nord della Siria sono situazioni che si l'umanità in quanto tale.

Materiale per tesi.
Approfondimenti:www.unicusano.it/master

Contatti ed info: www.valoremilitare.blogspot.com
                           www..cesvam.org

domenica 21 giugno 2020

Iran: la sicurezza in gioco.

Fonte: Limes, rivista di geopolitica  Fonte: www.ilmioabbonamento

La carta spiega lo schieramento di difesa dell'Iran

domenica 14 giugno 2020

Siria: che cosa succederà sul confine nord est?

Fonte LIMES; rivista di geopolitica  info:www.ilmioabbonamento.it

 La carta mostra il confine nord est della Siria. Vari attori interni ed esterni stanno giocandovi un ruolo senza che si giunga ad una definizione. Il ririto degli USA a complicato ulteriormente le cose in quanto tutti i loro alleati locali ne sono usciti molto indeboliti. Il fantasma del Vietnam aleggia in tutta l'area rafforzando coloro che gli Stati Uniti intendevano combattere ma sopratutto rafforzando la Russia che ha di nuovo un ruolo in Medio Oriente dopo trenta anni di assenza.

mercoledì 27 maggio 2020

Covid 19. L'atteggiamwento dei Paesi nel mondo

Fonte LIMES, Rivista di geopolitica  Info: Il mio abbonamento.it


Ira, Iran ed Arabia Saudita hanno adottato la quarantena totale nei confronti del Covid19. Mentre Israele, Turchia, Giordania, Siria e Libano hanno adottato misure meno restrittive, 

giovedì 21 maggio 2020

IRAN: lo sbocco al Mediterraneo

Fonte: LIMES, rivista di geopolitica; INFO: www.ilmioabbonamento,it                                                 La carta mostra le vie attuali e le potenziali nuove strade che potrebbero essere usate dall'IRAN per raggiungere il Mediterraneo. Ovviamente deve passare attraverso Iraq e Siria. I punti da arrivare sono i porti di Tartus e di Latakia. Entrambi questi porti accolgono le basi delle truppe Russe che sostengono la Siria. Al passaggio di frontiera di Al Taaf  vi è una base militare statunitense. I colori indicano le varie popolazioni che sono o pro o contro gli sciti iraniani. 

martedì 12 maggio 2020

Tesi di Laurea Operazione Kadesh aspetti militari

Il dott Emilio Giordano si è laureato al Mastre di 1 Liv in Storia Militare Contemporanea 1796 1960 anno accademico 2028-209 nella sessione invernale su una tesi dedicata alla operazione Kadesh: aspetti militari. La tesi è disponibile presso la Emeroteca dell'Istituto del Nastro Azzurro Roma, Piazza Galeno, previa autorizzazione dell'Autore.

mercoledì 6 maggio 2020

Siria: le risorse strategiche

Fonte LIMES Rivista di geopolitica; info: ilmioabbonamento.it                                                              La carta mostra i giacimenti petroliferi e i relativi oleodotti  sia quelli esistenti che in progetto; i giacimenti di gas naturale e quindi gli gasdotti sia quelli esistenti quelli in progetto e quelli in costruzione. Sulla costa sono indicati i terminal petroliferi a Tripoli di Berberia, Tartus e Latakia; questi ultimi due porti sono anche basi delle truppe russe che sostengono la Siria. Indicate anche le sedi di stoccaggio del greggio e del raffinato oltre che le raffinerie.                                       

venerdì 24 aprile 2020

Master in Politica Militare Comparata. 2020/2021



Informazioni si www.unicisano.it/master  oppure scrivere a: didattica.cesvam@istitutonastroazzurro.org

mercoledì 15 aprile 2020

venerdì 3 aprile 2020

Iran: l'organizzazine della difesa strategica

Fontelimes, LIMES, RIVISTA DI GEOPOLITICA
Info: ilmioabbonamento.it

La carta mostra le difese strategiche dell'IRAN. Lo stretto di Hormuz è difeso sulla costa iraniana da mine marine  e vi sono reparti di incursori con motocannoniere e sottomarini per attaccare le navi della flotta Usa o qualsia altra nave per rappresaglia. I Missili sono per lo più posizionati per attacchi di torzione contro Israele, mentre l'Iran può ricorre ad attacchi tramite gli sciti in Baherein e nel Golfo persico ed in Afganistan . Le città, i siti nucleair i terminali e le raffinerie sono protetti da batterie antiaeree.Aree critiche per la presenza di minoranze curde, turkmene arabe e baluci sono indicati dai cerchi. 

mercoledì 25 marzo 2020

Siria. il nord-est: un nuovo stato?

Fonte: LIMES, rivista di geopolitica
indo:www.ilmioabbonamento.it

La carta mostra il nord-est della Siria il cui destino è incerto. I governativi non hanno la forza per conquistare tutto il territorio che ritengono siriano e si sono fermate al di qua dell'Eufrate (area rossa) Rimane a nord-ovest di Tabaqa un territorio in a allo Stato Islamico. Al di la dell'Eufrate(colore verde) il territorio è controllato da Forze democratiche siriane, ala siriana del PKK. Lungo il confine con la Turchia nella parte settentrionale vi è una fascia sotto il diretto ed indiretto controllo dell'Esercito turco. Interessante notare che lungo il confine tra la Turchia, iniziando da est, sul fiume Tigri andando verso occidente vi è una massiccia presenza russa, che hanno una base a Qamsli

mercoledì 18 marzo 2020

Perché si combatte in Siria

Fonte: LIMES: Rivista di geopolitica
Info:www.ilmioabbonamento,it

La carta mostra la presenza di petrolio e di gas in Siria. I terminal sul Mediterraneo sono Tripoli in Libano, Tartus e Latakia. Questi due ultimi porti sono in Siria e ospitano le due basi russe in Siria.

mercoledì 11 marzo 2020

Siria: la guerra nel suo quadro generale

Fonte: LIMES rivista di geopolitica
Info: www.ilmioabbonamento.it

La carta mostra il quadro generale della guerra di Siria. La Siria all'inizio del 2020 aveva il suo territorio controllato  dalle forze lealiste, ovvero il Governo di damasco, forze lealiste ch comprendono forze governative, milizie siriane filogovernative, milizie scite libanesi, irachene ed afgane, pasdaran, militari e contractor russi (area rossa). Dalle forze democratiche siriane, ala sinistra del PKK, nel nord este( area verde chiaro): Dall'esercito turco, area verde scuro, nel nord della Siria sul confine della Trchia. Miliziani vicini alla Turchia, distretto di Idlib, area arancione: Dallo Stato Islamico, area viola scuro ed infine un territorio di sicurezzasul confine meridionale sotto controllo degli Stati Uniti con la base di Tanf. 

mercoledì 4 marzo 2020

Siria: Idlib e i suoi contendenti

Fonte: LIMES, Rivistageopolitica
Info: www.ilmioabbonamento.it

La Regione di Idlib nel nord della Siria vede in confronto turkia e Russia, come attori esterni, e fra i Governativi e i Ribelli, sul fronte interno. Il Quartier generale delle forze russia in Siria è a Humaymin, i Russi sono preseti ad Aleppo e Hama. I Governativi sono arrivati a Saragib, conquistanto in pratica tutto il settore sud. I Turchi sono sulla difensiva mente i Governativi sono protesi a portare tutto il controllo sulla regione.

venerdì 28 febbraio 2020

Siria. La conquista ( o la perdita) di Saraqeb.

Il 6 febbraio le forze governative hanno conquistato la città di Saraqeb. L'importanza di questa città sta nel fatto che è alla intersezione di due grandi autostrade: la M5 che collega la capitale politica, Damasco con la capitale economica, Aleppo, e la M4 che unisce le provincie di Lattakia e Aleppo, cioè l'ovest e l'est della Siria. La Turchia aveva organizzato quattro posti di osservazione attorno a Saraqueb, per cercare di impedire la conquista da parte dei filo governativi della città. 

venerdì 21 febbraio 2020

Cipro. I Dati del Military Balance. 2019 Quadro generale

Cyprus CYP
2017 2018 2019 
GDP € 19.2bn 20.2bn US$ 21.7bn 24.0bn per capita 
US$ 25,380 27,865 
Growth % 3.9 4.0 
Inflation % 0.7 0.8 
Def bdgt € 352m 352m 357m 
US$ 397m 417m 
US$1=€ 0.89 0.84 

Population 1,237,088

Age 0–14 15–19 20–24 25–29 30–64 65 plus 

Male 8.0% 3.1% 4.4% 4.8% 25.5% 5.2% 

Female 7.6% 2.7% 3.6% 4.0% 24.2% 6.9% 



Capabilities 
The National Guard is focused on protecting the island’s territorial integrity and sovereignty, and safeguarding Cyprus’s EEZ. Its main objective is to deter any Turkish incursion, and to provide enough opposition until military support can be provided by Greece, its primary ally. Cyprus has been enhancing its defence cooperation with Greece, including on cyber defence. Nicosia has also pledged deeper military ties with Israel, while France has renewed and enhanced its defence-cooperation agreement with Cyprus, with plans to develop facilities for French vessels on the island. Having reduced conscript liability in 2016, Nicosia began recruiting additional contract-service personnel, as part of the effort to modernise and professionalise its forces. Cyprus exercises with several international partners, most notably France, Greece and Israel. External deployments have been limited to some officers joining EU and UN missions. Cyprus has little logistics capability to support operations abroad. Equipment comprises a mix of Soviet-era and modern European systems. Cyprus has little in the way of a domestic defence industry, with no ability to design and manufacture modern equipment. The government is looking for opportunities to cooperate with the Greek defence industry.

ACTIVE 15,000 (National Guard 15,000)
Paramilitary 750 Conscript liability 14 months

RESERVE 50,000 (National Guard 50,000) Reserve service to age 50 (officers dependent on rank; military doctors to age 60)


Fonte: Yhe Military Balance, 2019, London IISS

venerdì 14 febbraio 2020

La situazione sul terreno nel nord della Siria

Le aree versi sono territori in mano ai ribelli siriani sostenuti dalla Turchia; le aree marroni sono territori controllati da jihadisti e ribelli. L'area rosa sono territori sotto il controllo del Governo di Damasco, l'area rossa sono territori sotto il controllo dei Curdi siriani.

Le palline indicano le postazioni militari: quelle rosse, sono postazioni russe, quella azzurre sono postazioni iraniane, quelle verdi sono postazioni turche.

venerdì 7 febbraio 2020

giovedì 30 gennaio 2020

Siria. Damasco Avanza

Il 29 gennaio le forze del governo centrale hanno conquistato la città di Maaret al Numan, nella provincia di Idlib, che rappresentava l'ultima città in mano alle forze ribellistiche dell'opposizione. Nel 2011 questa città era stata una delle prime a ribellarsi al governo centrale; la sua posizione è importante in quanto ha valore strategico essendo sulla autostrada Damasco-Aleppo. La conseguenza di questa conquista è che migliaia di persone sono fuggite verso la Turchia, creando ulteriore pressioni verso il confine turco

martedì 21 gennaio 2020

Iraq: di chi sono?


L'IRAQ NON è UNO SOLO
FONTE della Carta: LIMES. rivista di geopolitica
info:www.il mio abbonamento.it

All'inizio del 2020  il nord dell'Iran è contesto dai Curdi iraniani,Isis, governativi e milizie pro-iraniane, mentre area gialla tratteggiata dovrebbe far parte del futuro Kurdistan. Al centro l'area tratteggiata a righe rosse è sotto il controllo Pmf pro-iraniane. L'Area rosso scuro lungo i confini orientali sotto il controllo di Qarah Tapah, che sono turcomanni sciiti. Larea azzurra Khanagin-Mandali, sotto il controllo Pmf pro iraniane. Area verde è contesa tra Pmf pro-iraniane, manifestanti e governativi. Area grigio scura sotto il controllo dell'Isis.   

martedì 14 gennaio 2020

Punti nodali in Mediterraneo

Fonte LIMES. rivista di geopolitica
Info:www.ilmio abbonamento.it


Nel Medio Oriente i passaggi obbligati nel Mediterraneo si possono individuare nell'Istmo di Suez, con Porto Said. Di minore importanza Beirut, che però sottende ad una linea di traffico Minore.

domenica 12 gennaio 2020

Master 1° Livello UNICUSANO Roma Bando

MASTER DI I LIVELLO
IN
POLITICA MILITARE COMPARATA DAL 1945 AD OGGI
DOTTRINA, STRATEGIA, ARMAMENTI
(1500 h – 60 CFU)
Anno Accademico 2019/2018
I edizione – I sessione

ART. 1 – ATTIVAZIONE
L’università degli studi Niccolò Cusano – Telematica Roma, in partnership con l’Istituto del Nastro Azzurro e il CeSVaM (Centro Studi sul Valore Militare) propone il master di I livello in “POLITICA MILITARE COMPARATA DAL 1945 AD OGGI. DOTTRINA,STRATEGIA, ARMAMENTI” afferente alla facoltà di Scienze Politiche per l’anno accademico 2019/2020 della durata di 1500 ore per 60 CFU complessivi.
Agli iscritti che avranno superato le eventuali prove di verifica intermedia e la prova finale verrà rilasciato il diploma di master di I livello in“POLITICA MILITARE COMPARATA DAL 1945 AD OGG. DOTTRINA,STRATEGIA, ARMAMENTI”
Art. 2 – OBIETTIVI
Il master si rivolge prevalentemente alle seguenti categorie:
¾     Appartenenti alle forze armate (Esercito, Marina, Aeronautica,);
¾     Appartenenti alle Forze dell’ordine (Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di Finanza ed altre);
¾     Insegnanti di scuola media superiore;
¾     Funzionari pubblici;
¾     Ricercatori, studiosi e cultori di materie geografiche, politiche, militari e strategiche;
¾     Laureati in materie umanistiche e giuridiche;
¾     Soci del Nastro Azzurro, dell’UNUCI e delle associazioni combattentistiche ed arma.
Il master si propone di fornire ai partecipanti le conoscenze riguardanti un approccio interdisciplinare alla interpretazione e alla ricostruzione scientifica  dello svolgersi della politica militare nei vari paesi in particolare l’Italia e il contesto euroatlantico..

ART.3 - DESTINATARI E AMMISSIONE
Per l’iscrizione al Master è richiesto il possesso di almeno uno dei seguenti titoli:
1) laurea conseguita secondo gli ordinamenti didattici precedenti il decreto
ministeriale 3 novembre 1999 n. 509;
2) lauree ai sensi del D.M. 509/99 e ai sensi del D.M. 270/2004;
3) lauree specialistiche ai sensi del D.M. 509/99 e lauree magistrali ai sensi del D.M.
270/2004;
I candidati in possesso di titolo di studio straniero non preventivamente dichiarato equipollente da parte di una autorità accademica italiana, potranno chiedere al Comitato Scientifico il riconoscimento del titolo ai soli limitati fini dell’iscrizione al Master. Il titolo di studio straniero dovrà essere corredato da traduzione ufficiale in lingua italiana, legalizzazione e dichiarazione di valore a cura delle Rappresentanze diplomatiche italiane nel Paese in cui il titolo è stato conseguito.
I candidati sono ammessi con riserva previo accertamento dei requisiti previsti dal bando.
I titoli di ammissione devono essere posseduti alla data di scadenza del termine utile per la presentazione per le domande di ammissione.
L’iscrizione al Master è incompatibile con altre iscrizioni a Corsi di laurea, master, Scuole di specializzazione e Dottorati.

Art. 4 – DURATA, ORGANIZZAZIONE DIDATTICA, VERIFICHE E PROVA FINALE
Il Master ha durata annuale pari a 1500 ore di impegno complessivo per il corsista, corrispondenti         a 60 cfu.
Il Master si svolgerà in modalità  e-learning con piattaforma accessibile 24 h\24h.
 Il Master è articolato in :
-          lezioni video e materiale fad appositamente predisposto;
-          eventuali test di verifica di autoapprendimento
Tutti coloro che risulteranno  regolarmente iscritti al Master dovranno sostenere un esame finale che accerti il conseguimento degli obiettivi proposti presso la sede dell’Università sita in Roma – Via Don Carlo Gnocchi 3.
I lavori finali dei corsisti più meritevoli previa segnalazione della Commissione d’Esame, saranno pubblicati, dopo accurata revisione editoriale, sulla rivista trimestrale “Quaderni del Nastro Azzurro”.
Per ogni sessione di tesi il corsista o i corsisti che si classificheranno con votazione massima riceveranno dalla Presidenza del Nastro Azzurro un attestato di benemerenza.
Art. 5 - ORDINAMENTO DIDATTICO

Il percorso del Master prevede i seguenti insegnamenti così articolati:

Richiami di Geografia Politica ed Economica, Gli Stati. Analisi parametrale, Dottrine Strategiche, Elementi di Strategia, I Fondamenti della Politica. Riflessioni su: L’arte della Guerra di N. Macchiavelli, Guerra Fredda e divisione dell’Europa, Proliferazione nucleare, Politiche di riamo del dopoguerra, Politiche di stabilizzazione, Missioni di pace, Cooperazione civile-militare, Modelli di difesa in Italia dagli anni ’80, Il capitale Umano della Difesa, Logista militare Italiana, Difesa antimissili, Tecnologia ed Arte militare. Armamenti terrestri, navali, aere (Case Study: Industria della Difesa), La geografia degli armamenti. Analisi del Military Balance 2019.
Art. 6 - DOMANDA DI ISCRIZIONE

Insieme alla domanda di iscrizione, redatta secondo apposito modello e scaricabile dal sito www.unicusano.it, i candidati, pena l’esclusione dall’ammissione, dovranno produrre i seguenti documenti:

·         dichiarazione sostitutiva di certificazione (ai sensi del D.P.R. del 28 dicembre 2000 n. 445 art. 46) dei titoli di studio posseduti;
·         copia di un documento di identità personale in corso di validità;
·         copia del bonifico della prima rata;
·         copia del Codice Fiscale;
·         marca da bollo da € 16,00.
·         tesserino di servizio  o autodichiarazione se aventi diritto ad agevolazione economica


I cittadini non comunitari residenti all’estero potranno presentare la domanda tramite le Rappresentanze diplomatiche italiane competenti per territorio che, a loro volta, le provvederanno ad inviarle all’Università allegando il titolo di studio straniero corredato di traduzione ufficiale in lingua italiana, legalizzazione e dichiarazione di valore.

Oltre alla suddetta documentazione, i cittadini non comunitari residenti all’estero, dovranno presentare alla Segreteria Generale il permesso di soggiorno rilasciato dalla Questura in unica soluzione per il periodo di almeno un anno; i cittadini non comunitari residenti in Italia dovranno presentare il permesso di soggiorno rilasciato per uno dei motivi indicati al’articolo 39, quinto comma, del D.L.vo n. 286 del 25.7.1998 (ossia per lavoro autonomo,lavoro subordinato,  per motivi familiari, per asilo politico, per asilo umanitario, o per motivi religiosi).

Tale documentazione dovrà essere presentata personalmente o inviata a mezzo raccomandata A.R. (farà fede il timbro postale dell’ufficio accettante), al seguente indirizzo:

Università degli Studi Niccolò Cusano- Telematica Roma
 Segreteria Generale Master
 Via don Carlo Gnocchi, 3
00166 Roma.

I

Art. 7 - QUOTA DI ISCRIZIONE
Il costo annuo del Master è di € 1.500,00 (millecinquecento/00), la quota verrà versata in quattro rate di pari importo (€ 750,00 ciascuna) da corrispondersi secondo la scadenza che sarà indicata dalla Segreteria Master successivamente alla chiusura delle iscrizioni.

Art. 8 –  SCONTI E AGEVOLAZIONI
E’ prevista una quota d’iscrizione ridotta, pari a € 1.100,00 (millecento/00) per le seguenti categorie:
-          Laureati Unicusano
-          Militari
-          Insegnanti
-          Funzionari pubblici
-          Forze dell’Ordine
-                                                                           Soci del Nastro Azzurro e dell’UNUCI
Il versamento della quota d’iscrizione, suddiviso in quattro rate mensili  (ciascuna da € 275,00 (duecentosettantacinque/00) dovrà essere versata secondo la modalità descritta all’art. 7.
Per poter usufruire della suddetta agevolazione è necessario allegare alla domanda d’iscrizione opportuna certificazione/autocertificazione attestante l’appartenenza alla categoria beneficiaria dell’agevolazione economica
Art.  9 – SCADENZE
20 febbraio 2020

Art. 10 – COMMISSIONE D’ESAME
Il Coordinatore del Corso è nominato dal Comitato Tecnico Organizzatore e allo stesso è demandata la nomina della Commissione d’esame finale che sarà composta da 5 componenti e potrà operare validamente con la presenza di almeno tre Commi